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lunedì 28 giugno 2010
Uomini di carta
Un accordo inaccettabile, ma non così tanto incompatibile con la realtà in cui viviamo. Analizziamola meglio.
Un sistema economico basato su un vero è proprio libero mercato non va... ormai è chiaro a tutti da tempo. Ma un'economia capitalistico-liberale era troppo allettante, a nulla rilevando il fatto che si trattava in realtà di mero sistema oligopolistico! E allora viviamo le conseguenze di un sistema malato alla base, perchè è vero che l'economia è la struttura portante dell’intero assetto politico-sociale. E questo sistema malato ha trovato l’avallo e la tutela più forte, sviluppandosi e rafforzandosi, nelle istituzioni internazionali e nella tanto cara Ue, la stessa che baratta il riconoscimento di diritti umani ‘di carta’ per nascondere un impero non più embrionale fondato sulle banche, su un’economia del profitto, in cui la persona esiste solo come necessario tassello in una grande catena di montaggio. Così si spiega la sete di flessibilità che proprio dall’Europa arriva e che ha costretto gli Stati a misure e provvedimenti irragionevoli, dal lavoro interinale, al part-time, al contratto a tempo determinato, legittimando uno stato di diffuso precariato.
Sorge spontanea una domanda, che coincide con il punto della questione: dov’è la persona?? Ci hanno insegnato e ci ripetono che il diritto (quello moderno) che convenzionalmente va a regolare l’intero sistema sociale, deve necessariamente partire dalla persona e dai suoi bisogni (come effettivamente dovrebbe essere), allora ripeto: dov’è la persona in questo bel sistema? Dove sono i suoi diritti, non quelli sulla carta, non i diritti formali, ma i diritti sostanziali, quelli che effettivamente possono essere esercitati, i diritti inalienabili? Esiste forse un effettivo diritto al lavoro? Un’effettiva tutela del lavoratore? Un’uguaglianza effettiva?
La risposta è che questo sistema non ha al centro la persona, ma un struttura economica da difendere e far sviluppare, non la persona ma l’interesse egoistico al profitto. Pomigliano è la negazione evidente della persona e del lavoratore, l’esempio più forte e palese di una realtà che ha perso i fondamentali, semmai li abbia avuti..
Vincenza.
lunedì 21 giugno 2010
Tra le tante cose , che questo periodo simboleggia, dal 21 al 24 di questo mese, una delle più importanti è sicuramente il segno del passaggio dalla temporalità alla a-temporalita', è un momento, quindi, di transizione da una condizione ad un altra che avviene sotto i migliori auspici. Il Sole splende alto e forte.
Prendiamo spunto , da questo augurio , per annotare alcune riflessioni in merito a quanto si sta sviluppando attorno a Costruirecontropotere,mentre sono in atto degli sviluppi importanti all' interno del movimento, oggetto di discussione tra coloro i quali , ciascuno con il proprio sentire, partecipa a questa elaborazione. Nel momento in cui si avverte l'esigenza di dare un' anima ad un corpo che piano , piano, cresce è inevitabile che all'interno si muovano più considerazioni e contraddizioni dettate da proprie convinzioni personali e " ideologiche" e che le stesse siano motivo di confronto tra chi le dibatte , sopratutto se l' intento è quello di trovare e tracciare delle nuove indicazioni di natura sia politica che esistenziale. Come molto spesso sentiamo dire , non c'è più niente da scoprire e tutto è già stato scritto e fatto , non concordiamo con questa visione da "Fine della Storia" anche perchè questo concetto , senza troppo entrare nei dettagli è stato ampiamente smentito dai fatti stessi e dalla accellerazione dei tempi che anzi alle volte ci ha trovati impreparati e bisogna riconoscerlo piacevolmente spiazzati ! Quello che , di certo , sa di vecchio è tutto cio' che il secondo millenio e sopratutto l' ultimo secolo si è portato d'appresso e che continua purtroppo ad influenzare le nostre vite, è come un pesante fardello del quale non riusciamo a liberarci che senza rendercene conto offusca altre possibili visioni. Di sicuro , non è facile per nessuno , nemmeno per chi scrive , disancorare e fare rotta per altri mari , ma questo è quello su cui bisogna lavorare se si vuole dare un senso al proprio operato e a quello di future generazioni , che già oggi , in nuce , vivono una condizione sociale , esistenziale e spirituale che non è facile decriptare , ma che ci si ostina a ritenere similiare a quella di generazioni passate, non è cosi' . Continuare a pensare che tutto si muova nella stessa maniera e che puo' ricondurre alla stessa cosa come un fatto solamente ciclico è oggi veramente frustrante e limitante sono accadute delle cose ch e , anche senza controllo , hanno lasciato un segno , e questo segno non riusciamo ancora a leggerLOelo i.
Antonio.
venerdì 4 giugno 2010
SUL CASO FREEDOM FLOTTILLA (estratto da Cronac-Azione in distribuzione...)
La notte del 31 Maggio le truppe israeliane hanno assaltato , violando i trattati internazionali, alcune navi del convoglio “Freedom Flottilla” in rotta verso la Striscia di Gaza e carica di aiuti umanitari, uccidendo decine di attivisti e arrestando diversi partecipanti alla spedizione, tra cui 6 italiani. Da anni gli israeliani vietano l’ingresso in terra palestinese di beni di prima necessità mirando al completo annientamento del popolo palestinese. Da anni alla inumana strategia israeliana, i palestinesi oppongono una eroica Resistenza non solo contro l’invasione militare ma anche e soprattutto contro le falsità che la stampa e la politica occidentale riversa su di loro. Davanti all’evidente, incontestabile abuso israeliano in un primo momento la stampa e la politica occidentale hanno improvvisato una ipocrita (infatti è da decenni che si forniscono prove dei massacri di innocenti compiuti in terra palestinese!) mobilitazione e indignazione. Già qualche giorno dopo però, la ferocia liberal-capitalista è riaffiorata con l’arrogante presa di posizione degli USA , della colonia-Italia e dell’ Olanda che si sono opposte alla richiesta di un’inchiesta Onu, che chiarisca l’entità degli abusi israeliani (a noi in verità già evidenti), e ricominciando a lanciare le solite infamanti accuse di “terrorismo” verso chi, sacrificando il proprio finto-benessere occidentale e andando in contro-tendenza rispetto a chi preferisce una comoda poltrona alla militanza solidarista, è salpato su una nave per portare solidarietà e beni umanitari a uomini, donne e bambini da anni lasciati soli da un occidente pavido e asservito alle logiche di guadagno e Potere. I veri terroristi sono coloro che bombardano la già martoriata Striscia di Gaza, i veri terroristi sono i nostri governanti che vietano all’Onu di far chiarezza su quanto avvenuto a largo di Gaza, i veri terroristi sono i giornalisti che stravolgono le notizie per rendere accettabili i crimini politici di cui si macchiano i loro padroni, ma i veri terroristi sono anche coloro che appoggiano intere generazioni di assassini israeliani in nome di un patetico anti-islamismo e di una vergognosa xenofobia e, soprattutto, il vero terrorista sei Tu che nell’indifferenza leggerai questo invito alla ribellione, che appena voltato lo sguardo farai finta di non aver letto nulla e continuerai la tua passeggiata come se nulla fosse successo, come se nessuno nello stesso momento in cui butterai a terra questo foglio sia morto per mano degli stessi padroni della tua vita.
lunedì 31 maggio 2010
"fate si', che di voi, tra voi, il giudeo non rida." -Dante Alighieri Antonio e Vincenza
martedì 25 maggio 2010
sabato 22 maggio 2010
MAFIA E IPOCRISIA DI STATO

“Lo Mafia e lo Stato o convivono o si fanno la guerra”… ad oggi non ci risulta che ci siano guerre in corso, aldilà di proclami giornalistici e propagandistici sia del centro-destra che del centro-sinistra. Siamo di fronte comunque ad uno Stato che per opportunismo economico e politico è ridotto alla ormai manifesta incapacità di contrastare il fenomeno mafioso e che altro non dovrebbe fare se non dichiararsi “cessato per fallimento”. Gli arresti-chock degli ultimi tempi e l’invio- farsa delle forze armate nelle principali città italiane ormai non incontra più il favore della gente che vive il radicamento maligno della mafia, talmente profondo da essere entrato nella vita quotidiana, nella maniera più subdola al punto da concretizzare l’abbrutimento del Popolo per altro abbandonato da sempre dalle stesse istituzioni ; come si vede si tratta di un serpente che si morde la coda. La risoluzione del problema non si può scorgere nell’intensificare le misure repressive in stile poliziesco poiché ciò darebbe solo un senso di giustificazione nei confronti di uno Stato che invece appare colpevole (vedi Borsellino… ) e, alle volte, colluso. Non è più possibile pensare che la conduzione della lotta alla mafia avvenga senza il coinvolgimento delle coscienze popolari e la rieducazione al senso di appartenenza, quasi dimenticato per motivi che affondano nelle radici storiche legate a quel dramma politico che fu l’Unità nazionale. Non può più bastare la sola illusione di essere tutelati da uno Stato, in realtà assente, vivendo di contro un fin troppo presente anti-Stato. Non dimentichiamo però che siamo noi a potere, se solo avessimo una ferma volontà di agire e se riscoprissimo il reale valore della sovranità popolare, cambiare le nostre vite nonostante che un Potere sempre più lontano e invisibile ci abbia persuaso del contrario. Quindi, dove e da che parte sta lo Stato? Al di là di destra e sinistra dove storicamente è una coscienza di Stato-amico che protegge e guida in armonia, senza la necessità di avere gabelloti e gabellieri? Neanche il rossore e la vergogna nei confronti di chi è caduto per difendere la propria terra evita a questi “signori” di parlare in pubblico. Diviene necessario annullare il feroce patto tra mafia e istituzioni con lo scioglimento dell’attuale sistema parlamentare in quanto unico reale volano di trasmissione che permette quello a cui assistiamo giornalmente.
Costruire Contropotere nasce fuori dagli schemi istituzionali con l’intento di offrire soprattutto alle nuove generazioni la possibilità di sfuggire a gabbie ideologiche che hanno, nel corso dei decenni precedenti, creato asservimento politico e mentale impedendo una reale opposizione sia popolare che generazionale favorendo altresì l’allontanamento graduale delle persone dalla “cosa pubblica”, lasciando spazio a coloro i quali sono i reali colpevoli di quanto avviene oggi. Costruire Contropotere nell’agire e nell’occuparsi di tutto ciò che è “politica” intende dare un senso e un obiettivo di natura esistenziale chiaro a tutti : si vuole dare una possibilità alle generazioni future, intendiamo, con la forza della diffusione e dell’aggregazione intorno ad un giornale, creare un movimento politico e di pensiero che leghi l’uomo alla libertà, che riconduca il primato della politica sull’economia, che riavvicini i popoli alla propria identità, che aiuti la gente a trovare la forza di spezzare catene invisibili che determinano la loro vita; il nostro destino non è scritto a Wall Street!! Non è deciso sicuramente da chi intende giocare con il nostro futuro, per questo aldilà di schieramenti e posizionamenti vecchi e desueti, invitiamo tutti e a ritrovare il gusto di mettere in discussione logiche precostituite che hanno impedito fino ad ora di trovare la reale via di uscita alla soluzione dei problemi che sicuramente dovremo affrontare all’alba di questo millennio. Vorremmo trovarci pronti ad affrontare nuovi scenari politici.
“[…] L’ Uomo Bianco si lascia alle spalle le tombe di suo padre,
e non gliene importa.
Toglie la terra ai suoi figli.
E non gliene importa.
Tratta sua madre la terra e suo fratello
il cielo
depredare, e vendere
come si fa con le pecore il pane
o le perline luccicanti.
In questo modo i cani dell’avidità
divoreranno la terra fertile
e lasceranno solamente un deserto […] “ (Capo Seattle)
giovedì 20 maggio 2010
Privati… della sanità

Che il sistema sanitario debba basarsi su quattro principi fondamentali quali la gratuità, l’universalità, l’accessibilità a tutti e la qualità dell' assistenza medica, è per noi una verità indiscutibile; non possiamo allo stesso modo esimerci dal sostenere che quando un sistema sanitario manchi ad anche uno solo di questi quattro principi esso sia discutibile, amorale, se non addirittura criminale. Qualcuno forse potrebbe anche rimanere un tantino scosso da un giudizio così netto, ma come definireste se non criminale un sistema sanitario,come quello statunitense, nel quale nessuno di questi quattro cardini indispensabili della sanità è previsto dalla legge, considerando che l' assistenza sanitaria della repubblica nord-americana, secondo recenti statistiche, è la terza causa principale di morte in tutti gli Stati Uniti, sapendo che 40 milioni di cittadini non hanno diritto ad assistenza medica? Aspettando che qualcosa si muova riguardo alla tanto pubblicizzata riforma del presidente Obama, approvata dal senato statunitense e bloccata successivamente da un cavillo burocratico, la cui campagna elettorale molto si è incentrata sul problema dell' ampliamento dell' assistenza sanitaria (ricordiamo che la stessa campagna elettorale è stata finanziata anche da quei colossi economici quali sono le case farmaceutiche) rimaniamo alquanto scettici sulla reale bontà ed efficacia di tale riforma la quale andrebbe ad intaccare i fantasmagorici profitti di chi ha voluto Obama presidente. Se scendiamo poco più giù, troviamo un' isola governata da più di cinquant' anni con il pugno di ferro da un gruppo di ex rivoluzionari diventati burocrati, Cuba. La repubblica caraibica attraverso alcune riforme partite nel 1959, assieme ad un sistema politico poco invidiabile ed una situazione economica molto poco florida, ha sviluppato uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, il quale risponde a tutti i quattro principali fondamenti citati all' inizio. Nonostante le conseguenze del blocco commerciale che provoca anche la mancanza dei medicamenti di base, Cuba riesce a mantenere strutture ospedaliere all' avanguardia, vanta uno dei tassi di mortalità infantile più bassi al mondo ed elaborati centri per lo sviluppo in campo medico, nonché 21 facoltà di medicina presenti su tutto il territorio. Non a caso non sono certo pochi gli stranieri che si recano a Cuba in cerca di cure ed assistenza degne di questo nome. E in Italia? in Italia non esiste alcun sistema sanitario, esiste un bollettino giornaliero fatto di scandali continui e tragedie infinite, come nel caso recentissimo della bimba di tredici mesi, morta per una tessera sanitaria scaduta, tessera che il padre Tomas Odiase, nigeriano residente a Milano, non ha potuto rinnovare poiché tra i documenti che avrebbe dovuto presentare per ottenere il rinnovo, al signor Odiase serviva anche una busta paga dell' ultimo mese, busta paga che non poteva esistere, in quanto si trovava da sei settimane senza lavoro. Uno Stato civile e funzionale ai suoi cittadini lo si nota soprattutto dall' efficienza dei suoi servizi essenziali e la sanità è forse il più importante di questi; uno Stato che nega le cure ad una bambina di tredici mesi perchè il padre è senza lavoro è uno stato criminale. Esistono anche medici, infermieri e quanti altri che svolgono il loro lavoro/missione con dedizione, non possiamo certo negarlo, ma allo stesso modo esiste il medico che viene a mancare al suo giuramento comportandosi non meno indegnamente del pirata della strada che uccide i passanti, non possiamo in alcun modo esimerci dal dire che la continua “siesta” di molti dipendenti pubblici italiani, compreso quindi il personale ospedaliero, ed il lassismo che li circonda, non sono comportamenti meno ignobili dello strozzinaggio, poiché allo stesso modo si gioca con le vite delle persone. Se fino ad ora abbiamo constatato che la sanità italiana non è accessibile a tutti, diciamo anche che non è universalmente presente su tutto il territorio (sicuramente tutti voi ricorderete svariati fatti di gente che moriva perchè l' ambulanza non arrivava o arrivava troppo tardi, perchè l' ospedale era troppo distante o non aveva più posti disponibili al ricovero, perchè non aveva attrezzature adeguate al tipo di intervento da eseguire...), che la qualità, sia dal punto di vista igienico che da quello della preparazione professionale degli addetti ai lavori e che i costi per i farmaci, una volta gratuiti, sono oggi sempre più cari, che la gente si rivolge sempre più a studi medici ed ospedali privati (poiché non si fida più dell' Istituto Pubblico) a costi sempre più alti, per non parlare delle mazzette richieste per eseguire interventi sottobanco, come aborti clandestini. Questa sanità “malata” andrebbe curata , epurata da tutti i tumori di origine criminale le cui metastasi sono ormai troppo estese.
Jean Trouvè