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lunedì 6 febbraio 2012

DESTRA E SINISTRA, INCATENATI ANCHE TU, PARTECIPA!

Penso a Marx o a Lenin o a Trotsky. Si staranno certamente rivoltando nella tomba da decenni a vedere gente che si dice comunista ma che poi partecipa alla vita istituzionale e "democratica" di uno Stato liberal-capitalista.

Il marxismo è altro e non prevede questa forma di partecipazione (dove per partecipazione intendo il riconoscimento di questo Stato, ad es. votando o facendosi eleggere).

Loro non sono comunisti e il marxismo non è affatto vivo grazie a loro, anzi sono stati e sono bravi a infangarlo in questo modo.

Questa non è altro che socialdemocrazia, il cui unico obiettivo è favorire una politica di welfare ma fermo restando l’assetto capitalistico di base del nostro Paese.

Penso ai primi socialisti rivoluzionari, agli anarchici e ai ribelli tutti, anche loro si staranno rivoltando, vedendo gente che da fascista, da anarchico o da comunista fa “l’irriducibile” ma partecipando, rafforzando un sistema a cui teoricamente è ostile.

Ce lo insegnerebbero e lo griderebbero, se solo potessero, che l’unico modo per portare avanti seriamente certe linee politiche non può che essere rappresentato dalla via extraparlamentare, quella del totale disconoscimento di questo Stato e del totale distacco dalle sue logiche istituzionali.

Questo perché una lotta politica "dall'interno" non può portare ad altro che al compromesso, porta al: “va bene partito dei lavoratori, vi concedo un salario più alto, ma sempre proletariato rimanete e nulla cambia in relazione al sistema di base, sistema di sfruttamento e volto al profitto”.

Ce lo insegnerebbero, se solo potessero, che l’azione di gente senza colore né dogmi, senza bandiere né simboli e senza divisioni sarebbe uno tsunami.

Inveirebbero contro ogni singolo “adepto” a questa o quell’ideologia, gridando che non è dalla chiusura e dall’attaccamento a pochi e anacronistici dogmi che può nascere un cambiamento.

Ci mostrerebbero come nascerebbe una moltitudine senza argine se solo si prendesse coscienza degli attuali meccanismi: da un mondialismo, frutto sempre più raffinato del sistema capitalista; all’usura europeista; ad un potere economico che muove le fila della politica ormai da troppo tempo e che entra anche fisicamente (tramite “uomini di fiducia”) a gestire la politica dei governi di un mondo fatto a Stati, che altro non sono se non “divisioni di terra” per una migliore gestione centralizzata.

Vincenza Bagnato

sabato 28 gennaio 2012

IL LUPO E LA LUNA -di Pietrangelo Buttafuoco

Non sono forse molti i messinesi a conoscenza della storia del concittadino Scipione Cicala, figlio di una delle più importanti famiglie cinquecentesche di Messina, conosciuto poi come Cicalazadé Yusuf Sinan Pascià, comandante della flotta ottomana; corsaro, guerriero di gran coraggio e astuzia, giunto nelle terre d'oriente come prigioniero cristiano, diventato figura cardine nella storia del mondo islamico, terrore del mediterraneo.

Chi si fa cantastorie delle sue gesta è Pietrangelo Buttafuoco nel libro "Il lupo e la luna"; proprio loro sono i protagonisti di questo suggestivo racconto: Scipione è il lupo, nobile, feroce e forte, con lo sguardo volto alla ricerca della sua luna, la dama fatta "globo di luce" alla quale dedicherà il più intenso amore.

Quella del Cicalazadé è una straziante lotta tra il sangue che lo richiama nostalgicamente alla patria siciliana e all'amata madre, e il destino di lupo che lo ha trasformato in Rinnegato e nemico dei famigli, prescelto dal Soldano come suo crudele braccio armato contro gli infedeli cristiani.

Tra storia e magia, con un suggestivo linguaggio arcaico, Buttafuoco ci lascia in un mondo sospeso, arricchito da visioni di un mediterraneo dai colori nitidi, odoroso di sale e spezie, guidati dai pensieri tormentati e dalle vive emozioni dello stesso protagonista.

Evocativo e visionario, è un "cuntu" che però tenta anche di ricordare ai siciliani la loro storia e tradizione, che spesso tendiamo ad ignorare, come l'importanza di Messina quale porto fondamentale per i commerci marittimi dell'epoca e simbolo del cosmopolitismo e dell'intreccio di culture del '500.

Giulia Zanella

venerdì 27 gennaio 2012

SEGNALI DA HORMUZ

Le voci di un imminente attacco all'Iran da parte degli USA circolano ormai dal lontano 2003.

Fino ad ora alle parole sono seguite "solo" sanzioni, omicidi mirati di scienziati iraniani da parte di chissà quale servizio segreto (CIA, Mossad o entrambi?) ed altri tentativi più o meno velati di indebolire il fronte interno della Repubblica islamica di Teheran.

Certo è che negli ultimi tempi le relazioni sembrano peggiorare, arrivando alle prove tecniche di una guerra che rischia di sconvolgere tutta l'area medio-orientale e non solo.

Di pari passo nuove sanzioni economiche stavolta dirette contro la Banca Centrale Iraniana, in particolare, e tutte le istituzioni finanziarie riguardanti il commercio di petrolio iraniano. L'Iran si difende da canto suo minacciando di bloccare lo stretto di Hormuz, considerato di fondamentale importanza per il transito di petroliere di tutto il mondo.

Le manovre navali di Teheran nel Golfo Persico concluse con il lancio sperimentale di tre missili non sono passate di certo inosservate agli Stati Uniti che peraltro erano presenti con le proprie navi, e di certo non vogliono essere da meno, preparando con il loro più fedele compagno di massacri, Israele, la più grande esercitazione militare tra i due Paesi.

Il Pentagono infatti in quest'ottica sposterà migliaia di uomini, a tempo indefinito, in Israele e quest'ultima ne approfitterà per testare il proprio sistema di difesa aerea integrato a quello di rilevamento missilistico americano, nonchè svariate batterie missilistiche e nuovissimi sistemi radar.

Ciò che potrebbe rappresentare un freno all'arrogante politica USA-Israele potrebbe essere il ruolo di Russia e Cina che mal sopporterebbero un opzione militare alle porte dei loro confini che rischia di squilibrare i rapporti diplomatici ed economici di tutta la zona. L'ambasciatore russo alla Nato Dmitri Rogozin fa sapere che: "un'azione militare sarebbe una diretta minaccia alla nostra sicurezza". Mentre Pechino dichiara che i rapporti commerciali con Teheran non verranno interrotti.

In questo caso le ultime sanzioni già citate non faranno altro che rafforzare i rapporti Iran-Cina, con quest'ultima in grado di assorbire i barili che per effetto dell'embargo rimarrebbero invenduti.

Può sembrare contraddittorio che ci si prepari ad una guerra in tempi di grave crisi economica -con i tagli peraltro già annunciati da Obama- ma gli Stati Uniti hanno già dimostrato al mondo di preferire bombardare interi Paesi piuttosto che avere un solo ospedale gratuito nel loro territorio.


Certo un'azione militare adesso contro l'Iran sembra più una manovra suicida che una reale strategia risolutiva, considerando anche le conseguenze da terza guerra mondiale che potrebbero scaturire da una simile scelta. Ma la prepotenza americana non ha mai avuto limiti.

Quindi via con la solita retorica di sicurezza e libertà mondiale minacciata dal nemico di turno. E dire che il loro significato di libertà lo conosciamo già: quello di soldati americani che si liberano la vescica sui i loro nemici uccisi. Mentre l'Europa colpevolmente tace.


Da Teheran, Pesh El Enestry

giovedì 26 gennaio 2012

STO PARLANDO CON TE!

FORSE E' GIUNTA L'ORA DI PARLARCI. NEL MOMENTO IN CUI IL TUO FUTURO NON E' PIU' CERTO, CI SIAMO CHIESTI COSA NE PENSI TU, MA SOPRATTUTTO, PERCHE' VAI ANCORA A SCUOLA?

TI TENGONO CHIUSO PER QUALCHE ORA IN GABBIE DORATE CHE CHIAMANO "ISTRUZIONE", CELEBRANDO FUORI I FUNERALI AI TUOI SOGNI.

SAPPI CHE OLTRE C'E' UN MONDO CHE PUOI E DEVI CAMBIARE, INIZIANDO PROPRIO DALLA TUA SCUOLA.

SI TRATTA SOLO DI RIATTIVARE IL CERVELLO, DI LANCIARE IL CUORE OLTRE L'I-POD, DI SPEGNERE L'I-PHONE E DI SCUOTERE LE "MUMMIE" CHE CHIAMI PROFESSORI, CHE HANNO TRADITO LA LORO GIOVINEZZA.

GUARDALI...NON PUOI FARE LA LORO FINE!

IMPARA A SOGNARE E A NON CHINARE IL CAPO, A GRIDARE FORTE "NON SARO' MAI COME VOLETE VOI".

CI SENTIAMO AL PROSSIMO VOLANTINO.