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giovedì 2 maggio 2013

Von Masoch,De Sade e la Democrazia Parlamentare

Di piu' non si poteva fare e probabilmente è vero,quello che è venuto fuori in questi mesi di fibbrillazione politica,dalle varie primarie alle successive elezioni alle interminabili consultazioni fino alle snervanti querelle televisive è il risultato delle condizioni in cui versa il paese.A votare, tra seggi e schede e tasti , va,neppure la meta' del paese reale, ma questo poco conta,alla fine del giro,la grande fantasia italiota(italiano- idiota)partorisce il tri-polarismo seppellendo il bi-polarismo,il bimbo nato è completamente deficente nel senso di mancanza(dal latino)poiche' non ha la capacita' di produrre un governo,ma questo non solo era previsto dalla matematica elettorale ma conferma il senso non latino del termine deficente.Eppure il rumore è notevole,qualcosa si muove nell'aria,ed è,a detta di importanti osservatori politici qualcosa che mutera' il corso della storia del nostro paese,una volta per tutte,ne sentiamo veramente il bisogno.Intanto è necessario,vista la fine del settenato eleggere un nuovo Capo dello Stato poiche'ogni cosa ha una fine ma esige un nuovo inizio,ma ancora nessuno, nonostante Papa Francesco , poteva credere nella Resurrezione.Ebbene,in Italia tutto è possibile,dopo una terrificante macchietta degna dei superbi Peppino e Toto',sacrificate, con un rito sconosciuto.Mortadelle e Vecchie Puttane, dalle sulfuree nebbie di un incenso scadente si è materializzato il Verbo.Oltre Francesco,Giorgio.
A questo punto , il risorto completa l'opera,per il bene degli italiani,di tutti, nessuno escluso.Forte del potere anagogico che ha in se' decide insieme ad altri saggi, qualcuno anche internazionale, di porre fine alle sofferenze del popolo italico e di comune accordo con l'"enclave"ritiene che solo un miracolo puo' rimettere dritta la nave in mezzo alla tempesta.Detto,fatto.
Altro che Lazzaro.....un dilettante! A trenta anni dalla dipartita,aprendo un periodo di innovazioni, di certezze, di sicurezze,di radioso avvenire e sopratutto come se nulla fosse  accaduto e sta accadendo viene riesumato ,soffiandogli in bocca,il corpo intatto del Compromesso Storico.
Ma ,ci chiediamo ,con sana ironia,perche' cazzo andate a votare? Masochisti di tutto il mondo unitevi.
                                                              
                                                                 Post Scriptum           
Ci riserviamo, in tempi brevi ,oltre alla satira,che in questo momento,riteniamo doverosa,di trattare questo argomento anche con la dovuta serieta' che merita ma esclusivamente in rispetto di noi stessi e del Popolo Italiano.La'saremo molto duri,poco tolleranti,per niente buonisti e quasi.....Sadici.

                                                                                                                            A presto!   

domenica 21 aprile 2013

RomAmoR


Oggi è il 21 di Aprile, data tradizionale della fondazione di Roma da parte di Romolo. Per questa ricorrenza, invito gli amici a leggere al contrario la seguente frase, che si tramuta in un augurio per tutti: IN ITALIA È ROMA.

mercoledì 10 aprile 2013

Colorando lo spazio di Forte Ogliastri

In occasione della manifestazione "Colorando lo spazio di Forte Ogliastri" e invitati dall'Associazione "Spazi 2" in collaborazione con la Libreria Doralice, parteciperemo a questo evento, che tende a dare vita a luoghi della nostra città spesso "dimenticati".
Domenica 14-04-2013 per tutta la giornata con inizio alle ore 10,00 e fino a tarda serata si susseguiranno una serie di perfomances di natura artistica, musicale e culturale che vedranno impegnati parecchi nomi della nostra città, da Vincenzo Tripodo (teatro) a Gianmarco Vetrano (fotografia), per tutti gli altri basta seguire il programma che è stato diffuso attraverso i vari comunicati.
Per quanto ci riguarda, abbiamo pensato di contribuire suddividendo la giornata in tre momenti, cercando di dare quanto più possibile un taglio di tipo culturale e politico; alle ore 11,00: "Giochiamo con le fiabe", Viviana Montalto, titolare di Doralice, leggerà e riderà insieme ai più giovani che, speriamo molto presenti, parteciperanno con lei a questo incontro. Avvicinare alla lettura e quindi alla conoscenza i ragazzi, anche attraverso un racconto è una maniera di fare controcultura in una società che spesso spinge solo a leggere le pubblicita' dei centri commerciali...!
Alle 17,00 "La decrescita oggi, un risultato possibile". Elio Morabito, Armando Montalto e Antonio Toscano discuteranno in un dibattito aperto sulla teoria, cara a Latouche e De Benoist, ma non solo, che potrebbe rimettere in discussione un certo modo di fare "economia". Diventa quasi obbligatorio per chi crede in una soluzione alternativa a questo sistema omicida, offrire nuove prospettive di natura etica, politica ed ovviamente...economiche!
Infine, ma non per ultimo, presenteremo l'ultimo libro di Ubaldo Smeriglio "il naso di Cateno per lo zolfo" edito da Pungitopo. Ubaldo, oltre a sceneggiare film e cortometraggi, a sostanziare fumetti, a fare il giornalista indipendente e libero, a scrivere di cose che ti "trasportano", è tra i fondatori di una collana letteraria che si chiama "Scrittori maledetti e sconosciuti di questa isola maledetta e spaventosa", ma sopratutto è un ribelle esistenziale e questo....ci piace!
Speriamo in una calda giornata di sole, ma sopratutto nella presenza di molti giovani, a loro è affidato il domani e il cambiamento che passa anche dalle azioni. Per questo la nostra presenza!

                                             CULTURA E' AZIONE

                                                                                                        A presto!

sabato 23 marzo 2013

Editoriale


Questa volta l’editoriale è un’immagine, lasciamo a chi ci legge la libertà di interpretare ciò che vuole e ciò che questo scatto gli provoca. Alle volte tenersi fuori dalla confusione e lasciare libera la mente da ogni cosa può essere importante. 

A presto!

La fine della partitocrazia



Il normale paradigma della consuetudine politica sembra essersi finalmente interrotto, e se tale interruzione è solo temporanea o così forte da poter determinare un reale mutamento è ancora presto per dirlo, ma risulta evidente che il sistema partitico italiano è di fatto crollato sotto i colpi di ciò che esso stesso ha ribattezzato come "anti-politica".
Di fronte ad un parlamento bloccato gli schieramenti politici tradizionali non solo hanno perso una singola battaglia ma sono costretti a mettere in discussione la loro stessa esistenza nel quadro dell'azione politica.
Speculazioni dietrologiche a parte, il successo del Movimento 5 Stelle, oltre ad aver rovinato i piani a molti dei soliti noti, ha costretto le maggiori formazioni politiche non solo a prendere atto dell'esistenza di una componente diversa dalla loro, ma a riconoscerlo come forza politica in una visione, almeno sulla carta, completamente diversa o addirittura conflittuale alla propria. Ciò è importante per comprendere che non è una semplice questione di posizionamento politico ma di un vero e proprio conflitto fra due concezioni della politica e della democrazia parlamentare completamente diversi, in tal senso la crisi dei partiti può essere intesa non nel semplice momento storico di una normale fase politica, ma comincia a inquadrarsi in una crisi di concetto del sistema partitico, dove esso perde fortunatamente la centralità nella vita politica.
Ecco palesarsi quindi la difficoltà della politica tradizionale a rapportarsi con una forza che parla un linguaggio non contemplato dallo schema fisso del potere istituzionale, ciò porta ad un grossolano errore da parte di PD o PDL a considerare il M5S come un partito con cui si può trattare come qualsiasi altra componente istituzionale. Riproporre per esempio la classica spartizione degli spazi istituzionali in cambio della governabilità è una mossa che non può funzionare se la posizione di intransigenza di M5S rimane immutata. 
Lo scenario politico sta mutando velocemente quindi, e bisogna vedere in che direzione, se in una possibilità di stravolgimento dei cardini istituzionali e ideologici italiani ed europei o in un deludente fuoco di paglia.
Tale stravolgimento non può che essere visto positivamente dalle forze autonome esterne all'arco istituzionale, con buona pace di tutti gli intellettuali o presunti tali che firmano ridicoli appelli di "responsabilità" per un accordo che renda l'Italia governabile. C'è  un dato cari intellettuali italiani a cui non avete fatto caso o a cui non avete voluto dare la giusta importanza: la maggioranza che compone il M5S, al di là di chi ci sia dietro Grillo o chi sia realmente Casaleggio, è costituita prevalentemente da giovani che arriva a stento ai trent'anni, che per intenderci è la generazione più colpita dalle riforme, quella che si ritrova con un presente difficile e un futuro pressoché inesistente, allora la domanda è questa cari intellettuali italiani: dove eravate quando questo accadeva? 
E perdonate ora lettori se scriverò in prima persona, ma davanti a tale risma d'intellettuali mi permetto questo e altro, davanti ad un barista, a uno studente o a un disoccupato che diventa parlamentare al posto di un Gianfranco Fini, di un Di Pietro e co, invece mi tolgo tanto di cappello, nonostante le mie convinzioni di caparbio non votante, ma voi tornate dove eravate ieri, a contare i vostri euro all'ombra del sistema, che io oggi ne conto soltanto due nella mia tasca e ve li dono pure se volete, è il prezzo che do alla vostra "responsabilità".


Giuseppe Pennestrì

No al rigassificatore, con tutte le nostre forze



Dal Piemonte alla Sicilia la megalomania delle grandi e devastanti opere scuote tutta l’Italia. La scuote perché da nord a sud il messaggio di gruppi sempre maggiori di gente si fa sentire limpidamente da anni, opponendosi agli scempi imposti. E in questo quadro s’innesta l’ennesima cattedrale in un deserto fatto di disoccupazione, precarietà e in cui quindi domina il famoso ricatto lavoro-salute, con la consapevolezza per chi investe che la fame del lavoro porterà a bendarsi gli occhi su tutto il resto. Così nella piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, con la complicità delle amministrazioni regionali di destra e di sinistra (da Chiaravalloti, a Loiero, a Scopelliti) si è dato corso all’iter per la costruzione del più grande rigassificatore d’Europa, con una portata di 12 miliardi di metri cubi di gas. Una bomba ad orologeria che prenderà il posto di 47 ettari di agrumeti, in un territorio già devastato dalle scorie radioattive sotto il terreno e nel mare, di cui nessuno sa niente (salvo mafia e Stato ovviamente), da due inceneritori di cui uno in fase di costruzione, e ancora da una centrale elettrica e da una biomasse. Un martoriamento continuo di un territorio che riceverebbe il suo colpo di grazia con una struttura che ha il solo scopo di far transitare il gas dalla Calabria verso il nord Europa, interessi meramente economici quindi. In breve, l’impianto trasformerebbe il gas proveniente dalle navi metaniere dallo stato liquido (GNL) allo stato gassoso, per permetterne il trasporto via terra mediante dei gasdotti. Tutto ciò utilizzando l’acqua del mare che verrebbe poi riscaricata ad una temperatura inferiore di 7 gradi e arricchita di candeggina, con un impatto devastante sull’ecosistema marino, oltre che sulle attività turistiche dell’intera costa e sulle attività di pesca che saranno totalmente stroncate. Le tubature che permetteranno il passaggio del gas dalla nave all’impianto oltretutto si troveranno a 100 metri da una scuola elementare, l’impianto a qualche centinaio di metri dai centri abitati.

I buontemponi della Lng Medgas terminal (società creata da Sorgenia -gruppo Cir- e dalla Iren) così come qualche giornalista prezzolato, parlano di “grande opportunità occupazionale”, conoscendo bene le necessità del territorio, ma ammettono essi stessi che i posti di lavoro dell’impianto, una volta costruito, saranno a mala pena cento e altamente specializzati. Tutto ciò a fronte dell’affossamento di interi settori economici, da quella agricolo, a quello turistico, a quello ittico e, non ultimo, del vicinissimo porto di Gioia Tauro, che dovrà sospendere le sue attività per un periodo complessivo annuo di 4 mesi, aggiungendo altri problemi ai migliaia di lavoratori già ora in cassa-integrazione.
Un opera che per legge rientra tra quelle "a rischio di incidente rilevante", in un’area altamente sismica, una delle zone rosse d’Italia, già distrutta da terremoti devastanti (l’ultimo in ordine di tempo nel 1908). Ma forse i signori della Lng e i vari politici che negli anni hanno prestato e prestano il braccio a questa follia non tengono conto che nel caso di esplosione di una cisterna si raderebbe al suolo mezza Calabria, poiché la nube incendiaria avrebbe un raggio di ben 55km.
D’altronde lo stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici (massimo organo tecnico in merito a costruzioni di opere pubbliche) ha bocciato per ben due volte questo progetto, in quanto gli studi presentati risultano “incompleti e non definiti con l’estensione e gli approfondimenti necessari all’espressione di un compiuto parere sulla fattibilità dell’opera”. Good morning! Non c’è stata un'adeguata valutazione di impatto ambientale e gli unici studi effettuati sono della stessa società concessionaria, la Lng appunto.

Non sarà stato neanche un caso oltretutto che proprio nel momento delle firme autorizzative per la sua costruzione i tre comuni pianigiani di Rosarno, Gioia Tauro e San Ferdinando (i più interessati e vicini geograficamente), fossero tutti commissariati, rendendo questi ‘sì’ assolutamente illegittimi anche per chi crede nel principio “democratico”. A fortiori, è la stessa legge italiana ed europea a richiedere come necessarie l’informazione e la consultazione popolare per gli impianti a rischio di incidente rilevante. A dire il vero delle fime per un referendum a San Ferdinando sono state raccolte nel 2009, 671 a fronte di un numero complessivo di votanti pari a circa 2800: una persona su quattro quindi ha chiesto una consultazione che non è mai arrivata, perché queste firme sono nei cassetti di Roma, dimenticate da 4 anni.

L’iter per giungere alla costruzione di quest’ennesimo mostro conta ancora delle altre fasi, la concessione demaniale da parte dell’autorità portuale, che i manifestanti sono riusciti ad evitare il 6 marzo scorso, opponendosi fisicamente e pacificamente al passaggio di chi doveva votare, è stato l'ennesimo tassello ottenuto qualche giorno fa. Intanto alcuni incontri sono stati spostati lontano, a Roma o a Milano, forse perché potessero avvenire indisturbati. Ora si spera in una commissione d’inchiesta che valuti l’impatto devastante sul territorio, sull’economia e sulla salute del posto.

Intanto, indipendentemente dall'iter istituzionale, il coordinamento di associazioni e persone, nato per gridare il suo no al rigassificatore, sarà fermo ad opporsi, non gli darà tregua e non svenderà la nostra terra.
Per aggiornamenti sulla questione visita il gruppo FB “No al rigassificatore di Gioia Tauro” (http://www.facebook.com/groups/294397410614982/?ref=ts&fref=ts) e "No rigass - Calabria" (http://www.facebook.com/NoRigassCalabria?ref=ts&fref=ts).
"Ci sono molti modi di uccidere. Si può infilare un coltello nella pancia, togliergli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra, ecc. Solo pochi di questi modi sono proibiti nel nostro Stato". (Bertold Brecht)


Vincenza Bagnato

Disconoscete il mezzo, non il credo


Fumata bianca. Nuovo pontefice. Nuovo sovrano. Nel mondo si acclama il nuovo Pietro. E guardando quel mare di folla una domanda sorge spontanea all’uomo qualunque davanti alla tivù. Lo merita? La Chiesa , i pontefici, cosa hanno fatto per l’umanità per ricevere tanto calore, tanto sincero amore? Nessuno ricorda la verità o vuole ricordarla. Eppure basta poco. Internet, un enciclopedia, un libro di storia. Hanno perpetrato un delitto imperdonabile nei confronti di un credente. E’ il loro peccato originale. Hanno preso un messaggio fantastico, incredibile quanto semplice (Amore, fratellanza, unione dei popoli, povertà) e lo hanno mutilato, ucciso per tutta la loro storia, fino ad oggi. Come? Sostenendo le crociate, istituendo la santa inquisizione e le indulgenze, soffocando ogni pensiero che fosse in contrasto con la fede, accumulando enormi ricchezze. Hanno ucciso migliaia di donne in un modo orribile, disumano. Quando e come hanno ottenuto tutto questo potere? Precisamente nel 325 d.C. quando un assemblea di semplici uomini, riuniti sotto il Concilio di Nicea , stabilì a votazione la consustanzialità del Padre e del Figlio e la nascita vergine di Gesù. Hanno divinizzato un semplice uomo per ottenere la rivelazione di Dio e , insieme ad essa, un enorme potere che si tramanda fino ad oggi. La salvezza passa per la Chiesa cattolica.
Forse sembra solo un insignificante passaggio di consegna, ma porta con se molto di più. Porta con se una speranza, ormai fioca, quasi scomparsa, che un Francesco sia diverso dai vari Paolo, Giovanni, Benedetto, Pio. Dato che oggi la Chiesa non ha nulla in comune con Dio e il suo amore, all’umanità credente serve un papa che apra le porte della Chiesa, che riveli alla luce del sole ogni cosa, dalla pedofilia agli accordi più segreti del Vaticano. Verranno tutti perdonati se ogni vescovo si dimostrerà veramente pentito per ogni peccato, per ogni ipocrisia, per tutta quella malvagità. La Chiesa deve confessarsi davanti ai propri fedeli, proferire le proprie colpe, abbandonare le ricchezze, la cupidigia, e predicare il vero messaggio. Portare vero amore e aiuto in un mondo dove molti, troppi non hanno nulla.

Matteo Impalà