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sabato 21 gennaio 2012

Forza d'Urto e Movimento dei forconi - La smentita a chi getta fango sul sangue

Impossibile resistere al richiamo della scrittura dopo questa nottata. Il movimento ribellista siciliano, Forza d'Urto, da cinque giorni ormai occupa giorno e notte lo svincolo autostradale di Villafranca Tirrena; ieri sera ho voluto dare il mio supporto agli autotrasportatori in protesta. E' stata la prima volta che ho avvertito nell'aria il vero disagio sociale, la vera paura del presente e il terrore del futuro. Al mio arrivo ho trovato una situazione sotto controllo, l'area occupata era amministrata come una piccola comunità: chi si accingeva ad accendere un fuoco per far riscaldare i vecchi lavoratori in pensione, comunque sul luogo per dar forza e coraggio alle nuove leve, altri che provvedevano per la cena, altri muniti di giubbino catarifrangente e bandiere siciliane in pugno, occupavano parlando tra di loro, le corsie autostradali al solo scopo di rallentare il traffico e ottenere cosi visibilità; le forze dell'ordine presenti, anche loro avevano tessuto ormai, dopo giorni di "convivenza" coi manifestanti, rapporti di natura umana, che li portavano a condividere, in un clima conviviale un panino con la salsiccia e un bicchiere di vino. Così con tre cari amici abbiamo deciso di mescolarci al gruppo in protesta, documentare con una telecamera l'evento, ma soprattutto condividere con i lavoratori questo momento di disagio.

La genuinità della situazione ci ha fatto subito capire che non ci può assolutamente essere collusione tra la mafia e i movimenti dei manifestanti, né con la politica partitica. Tutti ragazzi appena sopra la ventina e padri di famiglia tra i quaranta e i sessant'anni, gridavano a gran gola davanti la nostra camera i loro problemi. Primo fra tutti il caro benzina. Ci hanno spiegato, dati alla mano, quanto costa il trasporto di un bene "X" tra Messina e Milano andata e ritorno, circa 3000 euro traghettamento escluso; una cifra esorbitante, dove la voce maggiore della nota spese, è occupata dal carburante. Chiedono perciò un prezzo agevolato di categoria per il combustibile e una riduzione dei prezzi di traghettamento, al solo scopo di poter essere nuovamente concorrenziali sul mercato. Chiedono le dimissioni del presidente della regione Lombardo, il quale viene incolpato di aver tradito la sua gente, di non aver dato la giusta eco ai problemi di allevatori, agricoltori, pescatori e autotrasportatori, già da tempo in crisi; pretendono inoltre l'attuazione dello statuto siciliano che riconoscerebbe la Sicilia regione autonoma. La paura di trovarsi soli a combattere cresce giorno dopo giorno, lasciando spazio allo sconforto. Rinnovano infatti, durante le riprese, gli inviti alla popolazione a sostenere le loro battaglie, tutti uniti, perchè facenti parte tutti di una grande catena. Capiscono il disagio che stanno arrecando alla loro gente, e ne sono profondamente dispiaciuti, ma è l'unico modo per attirare l'attenzione di chi ci governa!

Noi da canto nostro ci siamo limitati ad ascoltare e ovviamente condividere molti loro punti di vista, questo ci spingerà anche oggi e nei giorni a seguire a dare il nostro piccolo supporto e far capire che non sono soli.

Christian Basile

venerdì 20 gennaio 2012

EQUIMOSTRI

Non è una novità, fa parte dei cosiddetti corsi e ricorsi della storia, di sicuro si ripresenta come evento nuovo di volta in volta alle nuove generazioni, sotto forma diversa ma con contenuti e metodologie uguali e appropriate rispetto ai tempi.

Stiamo parlando della nota tecnica di affamare i popoli attraverso le tasse e le gabelle, meccanismo che nell'era moderna si è più volte ripetuto, ottenendo purtroppo grandi insospettabili consensi.

Questa tecnica, ben oliata negli anni, per affermarsi ha bisogno però di due componenti fondamentali, che riteniamo andrebbero riviste e in qualche modo abbattute.

Uno è il mandante, l'organizzatore, l'ideatore, l'altro è il complice esecutore, l'attuatore servile. Nel nostro caso, trasponendo l'esempio, ci riferiamo a questo Stato, nemico del popolo, come mandante e ovviamente al suo boia più spietato come esecutore dei prelievi di sangue: EQUITALIA.

E allora, in tempi di crisi, di una crisi che riguarda solo il ceto medio e quello basso, l'usura di Stato fa sentire ancora più forte la sua presenza, una presenza diffusa che ha il suo braccio armato (questa si che è violenza) in EQUITALIA.

Si tratta di una S.p.a. pubblica incaricata alla riscossione dei tributi che dipende direttamente dal Ministero delle Finanze, quindi dal Governo che la "controlla" politicamente. Vediamo come e quando opera EQUITALIA: s'interessa di tutti coloro che hanno un qualche debito con lo Stato, sia esso riconducibile ad imposte come l'Irpef o a debiti contratti nell'ambito delle proprie attività; le categorie più esposte sono i piccoli imprenditori e commercianti e gli artigiani. Quindi quel "tutti" si risolve in pratica in "alcuni", perchè le categorie mensionate non sono certo composte da ricconi, tutt'altro.

Dunque sostanzialmente chi denuncia tutto al Fisco e paga regolarmente le tasse si può ritrovare a fare i conti con EQUITALIA o per un mancato pagamento dovuto ad impossibilità economiche o per un errore di Enti pubblici o per errore del proprio contabile per cui la somma non risulta versata.

E gli evasori? La "gente per bene" che guadagna centinaia di milioni di euro e ne dichiara una parte irrisoria? Dati alla mano in questi casi la società è clamorosamente indulgente, anzi, poi godono anche di scudi fiscali e condoni.

Come opera Equitalia? Se hai un debito di 10.000 euro, prima di tutto non ha l'obbligo di comunicartelo e intanto si applicano gli interessi che dopo un certo tempo possono raggiungere anche l'11%.

Il tuo debito quindi lievita enormemente, tanto che non riesci a trovare la differenza con un usuraio e non è una battuta, visto che è la stessa legge a considerare usurai i tassi dal 14% in su, per cui questo debito diventa insostenibile, non si riesce a pagarlo ed Equitalia passa al piano B: pignora i tuoi beni e li svende all'asta.

Quindi via la macchina, via gli attrezzi con cui lavori, via la casa in cui vivi!

Il colpo di grazia di questo sistema infame, l'ha dato il Governo Berlusconi lo scorso Ottobre, quando ha aumentato i poteri di questi strozzini, permettendo loro di pignorare e svendere la casa all'asta a distanza di appena due mesi dal procedimento.

No comment!
Concludiamo con un dato, Attilio Befera, Amministratore delegato di Equitalia percepisce la modica cifra di 456.733,00 euro di stipendio all'anno.




Dalla foresta di Sherwood, Robin Hood...

Antonio Toscano
Vincenza Bagnato

venerdì 30 dicembre 2011

Riflessioni di fine anno:Al mare o ai....Monti


Il grande liquidatore passa alla fase due. La prima si è già manifestata nella sua forma migliore, gravando sulle spalle del popolo italiano in maniera del tutto iniqua e per alcuni tratti addirittura spregevole.

Utilizzando come cassa di risonanza le parole del presidente Napolitano, vogliono farci credere che questa era l'unica via percorribile per uscire dal baratro di una situazione altrimenti irreversibile.

Ora, fermo restando che la situazione non ha una risoluzione immediata né tantomeno definitiva nella sua applicazione a meno che non si verifichi una inversione di tendenza internazionale, cosa alla quale non crede nessuno, ci chiediamo intanto se altre soluzioni non sarebbero state possibili.

Ricorrere alle elezioni, col rischio di legittimare nuovamente un sistema politico fallimentare e quasi demenziale, come abbiamo già scritto, figlio e nipote di una genìa nata marcia, di sicuro non appare la trovata migliore; ma addirittura consegnare ad un "curatore fallimentare" il futuro dei nostri figli ci sembra ancora più grave!

L'asse rappresantato da Banca-Finanza Internazionale e Vaticano, sostenuta senza condizioni da tutti gli schieramenti politici, nessuno escluso, neppure quelli che giocano al rialzo, tende attraverso il suo portavoce ufficiale, Dott. Mario Monti, a traghettarci verso una situazione senza ritorno.

Lo smantellamento graduale dello stato sociale, il posizionamento di retroguardia nei settori dello sviluppo, l'innalzamento dei balzelli e delle tasse, l'abbandono dei settori della ricerca e della cultura con conseguente svilimento delle risorse umane, lo stallo della riforma giudiziaria e penale (carceri come lager e processi "kafkiani") e tanto altro ancora rientrano perfettamente in quel processo di mondializzazione che rapidamente, nonostante le stesse implosioni che pare abbia generato, alle volte sfuggendo di mano agli stessi creatori, si accinge a compiere l'ennesimo passo di valzer. E tutto queste perchè, nessuno si illuda, in tutto questo "baillame", qualcuno raccoglie frutti che poi esporrà nelle proprie vetrine, il solito refrain "Comprare e Vendere-Vendere e Comprare".

Possibilità di una alternativa
Pensare che questa consegna di fatto che sancisce il primato dell'economia sulla politica possa essere la panacea per tutti i problemi non solo è pura follia ma nell'avvento del terzo millennio appare molto "riduttivo".

Confermata la logica internazionale che vorrebbe tutti i Paesi allineati davanti al nuovo corso dell'andamento finanziario e di conseguenza sugli assetti dei nuovi scenari geo-politici, non è detto che questa vada accettata senza alternative.

Il percorso più duro in questo momento tocca ai cosidetti Paesi occidentali, in quanto Stati come Cina, Russia, India sono notevolmente distanti da simili problematiche e i Paesi dell'area medio-orientale, pur subendo attacchi violentissimi in termini mass-mediali e non solo, hanno una strategia per ora diversa (Iran-Siria-Palestina-Afghnistan).

L'Africa è in notevole subbuglio, nuovamente dopo gli anni 60 e 70 e, con ogni probablità, rappresenterà il nuovo scacchiere sul quale ridisegnare o conclamare i nuovi tratti del sistema mondiale. La partita è ancora aperta con tutto ciò che ne fa parte, dalle istanze religiose fino a quelle relative ad ambiti che potrebbero fare di questa zona del mondo, anche grazie alla vicinanza con il Medio-Oriente, una santabarbara pronta a essere innescata.

Ma può L'Europa tutta continuare ad essere il ventre molle di questa situazione? Può rimanere solo il territorio per le grandi manovre dei potenti di turno che testano le loro direttive socio-economiche sulla speranza di 500.000.000 di uomini? E L'Italia non può ritrovare la sua funzione al centro del Mediterraneo per segnare una nuova via a tutta questa caotica situazione?

Riteniamo che sicuramente una Politica che guardi al nuovo possa ribaltare, se non fermare, questo processo distruttivo. Guardare al nuovo può voler dire trovare una formula moderna per affrontare il terzo millennio che preveda per esempio una riappropriazione dei territori su vasta scala, non più da concepirsi come adesso, usati da chi divide scambi e merci, ma sovvertendo tempi e modi, creando comunità di popoli che in maniera autonoma si sottraggono e si ricompattano in forme di gestione diversa, portando con sé valenze opposte alle attuali e fronteggiando in moltitudine le oligarchie di pensiero con modi e stili di vita non omologabili. Per esempio TERRA contro DENARO.

In Italia si potrebbe mettere in discussione l' attuale situazione, rimettendo in gioco il sistema politico, magari intervenendo intanto sulla forma costitutiva e sugli schieramenti partitici troppo obsoleti e troppo funzionali al potere (per tutti valga la nuova veste di Casini, il Mentana di Monti), stando attenti però a non cadere in trappole fin troppo note che tanta amarezza hanno portato in precedenti momenti politici. Ci riferiamo agli sgambetti tesi dalla teoria degli opposti estremismi, così organica al grande Centro e cosi devastante per un'intera generazione.

Se si riesce intanto a superare alcuni stantii recinti ideologici del secolo scorso e a lavorare su linee veramente innnovative è già un'ottima base dalla quale ripartire ma questo passa attraverso una spinta d'innovazione che presuppone un reale stacco dai suddetti recinti. Come abbiamo già ribadito altre volte, chi ancora s'illude di affrontare l'odierna sfida che si pone davanti con i soliti vecchi mezzi, ha già perso la sua battaglia.

Questo non significa ignorare secoli di analisi e teorie economiche politiche e sociali, che anzi è bene che siano alla base delle analisi attuali.

Ciò che però è da evitare è "ancorarsi" a certi pensieri e supportare dogmi, perchè questo limita prima di tutto sè stessi, svilendo le proprie capacità intellettuali e limitandole a schemi preconfezionati, e nel peggiore dei casi (come spesso avviene) l'azione politica si riduce ad essere rapprensentata da sterili frasi fatte, di cui spesso non si capisce nemmeno il senso.

In secondo luogo le gabbie ideologiche finiscono per avere effetti devastanti su intere generazioni (e soprattutto quelle prima di noi ne sanno qualcosa), creando divisioni in realtà inesistenti sulla base del colore, dei diversi slogan-frasi fatte di cui si parlava sopra, insomma soddisfacendo l'esigenza di riconoscersi in un certo ambiente e alimentando l'attaccamento ad una parte e l'odio verso l'altra che potremmo tranquillamente accostare a quello di un tifoso per una squadra di calcio.

Ma questo chiaramente non può essere politica, anzi, ha portato a divisioni tra gente che insieme avrebbe rappresentato e tutt'ora può rappresentare un temibile scoglio per il sistema e le sue logiche perverse.

Un primo passo quindi è il superamento dei proprio limiti e un'apertura a 360 gradi, verso analisi valide e modi di pensare e vivere che, pur essendo riconducibili "alla parte opposta", sono positivi.

L'importante, come più volte abbiamo detto, non è la bandiera, il simbolo o il colore ma i contenuti e le battaglie che si portano avanti ed è da questi che bisogna partire per ricreare una moltitudine e ricreare i confini della divisione, non più tra antimperialisti o tra anticapitalisti, ma unendo le forze contro questo sistema marcio che nei secoli ha sfruttato, ha diviso, ha plagiato le menti e modellato lo stile di vita di interi popoli.

A presto, Antonio.

venerdì 23 dicembre 2011

Solstizio

Tanto tempo fa, la notte del Solstizio, si accendevano i fuochi in montagna, si digiunava aspettando la mezzanotte e poi, lette le parole di rito, si beveva il vino aspettando il nuovo Sole. E ovunque, nella notte più lunga, fuochi e luci sfidavano il buio. Anche senza conoscersi si compiva un gesto simbolico che si ricollegava alla Tradizione.
Ora tante cose sono cambiate e pochi credono ancora nella battaglia tra la luce e le tenebre, in questa vita che pericolosamente ci trascina sembra che non ci sia più fede. Cosa c'è di piu grave della contemporaneità? Di una quotidianità dissolta? Eppure pensiamo che ancora bisogna resistere, che valga ancora la pena di battersi per le cose in cui abbiamo sempre creduto, per noi, per dare un esempio ai nostri figli.....perchè un destino si compia.
Sino a quando qualcuno terra "il fuoco" ci sarà speranza, le vie della Tradizione sono sconosciute, a ciscuno tocca la propria parte.
Abbiate coraggio, fate anche voi un gesto, combattete le tenebre! Tornate vivi.

Questo scritto è solo un piccolo sunto di una luce che ,per fortuna , arrivandomi mi ha riscaldato il cuore e il mio augurio è che accada ad altri.

"Come lupi, quando fuori fa freddo e tutti si chiudono nelle loro case calde, respiriamo il profumo della libertà''
A presto, Antonio!

mercoledì 14 dicembre 2011

A Gabriel, mio amico Senegalese, teologo coranico...una volta per tutte!

E' come una malattia devastante che non lascia scampo, che trova terreno fertile in corpi già minati e indeboliti, forse predisposti ad accogliere questo virus letale per sé stessi e per chiunque altro. Per potere meglio attecchire necessita di una componente fondamentale, la deficienza mentale, ove per deficienza si deve intendere la mancanza di capacità di riflessione e di ragionamento, che si trasforma in capacità di distorsione e di farneticazione e che porta a convinzioni sbagliate. Non solo, a questo già grave limite si deve aggiungere pure una notevole dose di mancanza di confronto con chi ti sta attorno, per motivi di natura personale, caratteriale, intellettiva o fisica e ciò genera una chiusura di prospettive umane senza ritorno, non riuscendo a comprendere altro da te. Ma la mancanza probabilmente più pesante è non avere mai sviluppato un minimo di quella sensibilità che di solito caratterizza chi nutre ideali sani, forti, sinceri. da trasmettere ad altri, che anzi sono il vero antidoto per certe forme virali. Così per chi ha in sé queste componenti negative, il solo avvicinarsi a certe letture diventa nefasto e crudele, questo sì, andrebbe impedito! Si eviterebbero episodi che non dovrebbero accadere mai. Se è pur vero che viviamo in un tempo in cui la follia umana degenarata si manifesta in maniera multiforme, non è logico assecondare, anzi è più nobile contrapporsi a tutto ciò, offrendo sé stessi agli altri e non eliminando gli altri, poichè questo non attiene a una visione del mondo tradizionale. Armonia, Bellezza e Vita sono il contrario di diseguaglianza, stupidità e morte.

P.S. Non è necessario che vi spieghi che la malattia della quale parlo è il razzismo, ho ripetuto volontariamente il termine "mancanza" per una dovuta sottolineatura.
Nelle, alle volte lunghe, mie chiaccherate con Gabriel ho capito la differenza tra chi guarda il mare verso l'infinito e chi no......!
A presto, Antonio Toscano

venerdì 9 dicembre 2011

BONJOUR EQUITA'

La manovra è stata approvata in tempi così tanto brevi che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di renderci conto di ciò che sta succedendo. Monti è arrivato a metà novembre e in 20 giorni è riuscito in ciò che i governi precedenti non hanno potuto fare: rispondere pienamente alle direttive europee relative alla colletta del sangue degli italiani; non di tutti ovviamente, solo di chi è abituato ad essere spolpato vivo, il solito ceto medio-basso.

Le parole d’ordine sono state chiare e precise: rigore, crescita ed equità.

Ora, sul rigore, nessun dubbio; queste riforme certamente sono fatte di sangue e lacrime amare.

Sarebbe invece utile capire cosa s’intende per crescita. Se aumenta la tassazione diretta e indiretta mentre le entrate familiari , senza contare l’incidenza delle tasse, restano invariate o addirittura diminuiscono, allora come ci potrà essere crescita?

Ma è l’ultimo punto che fa davvero ridere, guardiamo le principali novità per capire il perché.

--AUMENTO ACCISE SUI CARBURANTI. Gli effetti immediati li abbiamo avuti subito, andando al distributore. Per la benzina l’incremento è di circa 11 centesimi (Iva compresa), per il diesel di 13,6 cent, per il Gpl di circa 17 cent.

--IVA. Da Ottobre 2012 le aliquote Iva del 10% e del 21% saranno aumentate di 2 punti percentuali e da gennaio 2014 ci sarà un ulteriore aumento di 0,5 punti. Questo significherà aumenti su tutto quello che compriamo, sia che si tratti di beni di prima necessità sia di altri beni. Trattandosi di un’imposta indiretta, l’Iva riguarda indistintamente tutti quanti; quindi ovviamente grava sui ceti più deboli, cioè quelli su cui un aumento generale dei prezzi pesa tanto. Quindi, bonjour equità!

--ICI. Ritorna l’Ici sulla prima casa. Tempi nuovi, termini nuovi! Ora si chiamerà Imu (imposta municipale unica). Le aliquote saranno dello 0,40% sulla prima casa e dello 0,75 sulle altre.

E’ previsto un 60% di rivalutazione degli estimi catastali. Da notare che la Chiesa ne è ancora esente! Quindi niente tasse su tutti i suoi immobili, mentre il disoccupato o il pensionato dovranno mettere qualcosa da parte per la tassa sulla loro casa. Tra l’altro la stessa Unione Europea ha avviato delle indagini relative a questi privilegi immotivati che si risolvono in aiuti di Stato. Per ora la Chiesa, tra totale esenzione dell’Ici e Ires al 50%, guadagna almeno 2 miliardi all’anno.

--PENSIONI. Si passa dal sistema retributivo a quello contributivo. Questo significa che le pensioni saranno ora calcolate sulla base dei contributi versati e non più facendo riferimento alle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro.

Aumenta anche l’età per il pensionamento: per le donne è a 62 anni (dal 2018 andranno a 66 anni), ma potranno continuare a lavorare fino a 72; gli uomini già dal 2012 andranno in pensione a 66 anni e anche loro avranno la possibilità di lavorare fino a 70 anni. Per i lavoratori autonomi l’età sarà di 66 anni e 6 mesi per gli uomini e di 63 anni e 6 mesi per le donne.

Scompare la pensione di anzianità, ora si chiamerà anticipata. E per una pensione anticipata chiedono 41 anni e un mese di contributi per le donne e 42 anni e un mese per gli uomini. Fermo restando che chi sceglierà questa via sarà penalizzato.

Come dire, ormai è più semplice vincere al milionario che arrivare alla pensione! E non è catastrofismo, i numeri parlano chiaro. Già con l’attuale situazione del lavoro intermittente, flessibile o inesistente questi numeri sono da capogiro; se poi pensiamo che il prossimo anno ci aspetta un’altra stangata di riforma che certamente ne aumenterà la flessibilità (e questo potrebbe voler dire anche accogliere le spinte dell’Unione europea verso i licenziamenti facili), la pensione sarà solo un miraggio! Sui prossimi ritocchi le parole di Monti sono sufficienti: "certe riforme del welfare devono essere fatte attraverso la modifica dello statuto". Allora pensiamo ad un giovane neolaureto. Mettiamo che sia fortunato e che trovi lavoro a 26-27 anni, lo assumono a tempo determinato, 3 anni. Alla scadenza tutto da rifare, di nuovo alla ricerca, finchè non troverà di nuovo un’occupazione, ancora una volta a tempo determinato o magari a tempo indeterminato, ma tanto lo potranno licenziare quando vorranno. E ancora punto e d’accapo. Quale potrà essere la sua stabilità nel presente? Nessuna. E quanti contributi potrà versare per il suo futuro?

E’ poi previsto il blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione, blocco che riguarderà tutte le pensioni d’importo almeno doppio del minimo, 480 euro.

Sempre ispirati dall’equità, questi signori hanno poi aumentato i contributi per autonomi e agricoltori. Certo! Quale fascia potrà mai essere più forte e ricca di quella degli agricoltori? E’ proprio arrivato Robin Hood!

--GARANZIA STATO SU PASSIVITA’ BANCHE. Il ministero dell’Economia “è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni”.

--TRACCIABILITA’ 1000 EURO. I pagamenti in contanti non potranno più superare l’importo di 1000€. Questo in conformità ad una linea di tendenza volta a rendere sempre più astratti i pagamenti, per ricorrere a meccanismi che facciano riferimento a sistemi bancari.

--IRPEF. Guarda caso non è stata introdotta l’irpef del 46% sui redditi dai 75.000€ in su, eppure sarebbe stato un fattore di perequazione non indifferente. Ma Monti ha preferito accontentarsi di un meno equo aumento a livello regionale, dallo 0,9% all’1,23.

--TASSA SUI CAPITALI SCUDATI. Sarà dell’1,5% la tassa sui capitali scudati, alias di quei capitali ottenuti per lo più illecitamente all’estero. Questi capitali fino a qualche anno fa venivano normalmente “ripuliti” in Italia ricorrendo alla criminalità organizzata che chiedeva in cambio almeno il 40% dell’importo. Con Super Tremonti questi signori hanno avuto un maxi-condono, perché era lo Stato stesso a ripulirli….al 5%. Ora monti tassa con l’1,5%. Della serie:ci prendono in giro e lo fanno stando seri.

Sono poi previsti sgravi fiscali per le imprese che assumano giovani e donne e una riorganizzazione delle province volta ed eliminare gli sprechi. In realtà le avrebbero potute eliminare totalmente, dal momento che si tratta di scatoloni che servono solo a “sistemare” qualcuno e garantirgli uno stipendio senza dover fare molto.

Infine neanche l’ombra di una patrimoniale. I nostri supereroi hanno preferito togliere a chi già aveva poco piuttosto che adottare una politica di redistribuzione della ricchezza tassando i grandi patrimoni. Così facendo, pur applicando un’aliquota molto bassa si sarebbe coperto almeno un quarto dell’intera manovra. Basti pensare che il 45% della ricchezza nazionale, pari a 3.700 miliardi di euro, è detenuto da appena il 10% della popolazione italiana. Ma nell’ormai solito stravolgimento dei valori la vera tutela sociale è per i ricchi, a cui farà il solletico la tassa su auto di lusso, sulle barche e sugli aerei. Certo, chi è tanto sventurato da non avere almeno un aereo in garage!

Neanche l’ombra di strumenti che garantiscano una vera lotta all’evasione fiscale, che da sola, se fatta seriamente, avrebbe garantito nella peggiore delle ipotesi un ritorno di almeno 5 volte quello della manovra approvata. Né tanto meno si è pensato di ridurre le spese militari, anzi, continuiamo a spendere miliardi, come se dovessimo affrontare nell'imminenza una terza guerra mondiale. E meno male che “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, perché altrimenti chissà quanto avremmo speso!

Con questa analisi lucida e spietata che sottoponiamo all'attenzione di chi ci legge, invitiamo ad una riflessione doverosa sugli effetti che una manovra economica di tale portata può avere sulla qualità della vita della gente.

Insistiamo su questo argomento perchè siamo assolutamente convinti che l'economia non può depauperare le persone della propria esistenza e per questo già in scritti precedenti affermavamo il primato della politica sulla finanza.

E’ altresì vero che una cura radicale per un malato terminale spesso non porta a nessun tipo di miglioramento, anzi conduce ad una accelerazione della fine, a meno che non si opti per un mutamento radicale di strategie, per il quale necessita un altro tipo di coraggio e di intervento.

Il gioco sporco che negli ultimi decenni è stato messo in atto dall'alta finanza internazionale a discapito di interi Paesi e di interi popoli, ricadendo peraltro sugli stessi sistemi bancari e tra banche e banche delle stesse Nazioni e alle volte pure degli stessi gruppi di potere, sta dando i suoi malevoli frutti.

La ricaduta sull'Europa tutta di questo meccanismo è palese da tempo, in precedenza avevamo segnalato come lo strano gioco di caduta ad effetto domino in senso orizzontale e verticale avesse già interessato il territorio europeo(Irlanda- Portogallo- Islanda- Spagna-Grecia) per poi in maniera virale pervenire fino a quelli che erano considerati Stati solidi.

Sembrava tutto preordinato, solo che nessuno sembrava accorgersene, ed era vero, poiché interi banchi di nebbia mentali e finto-ludici hanno avvolto generazioni di esseri umani che solo allo svelarsi delle coltri bianche ne stanno semicomprendendo gli effetti.

Va inoltre considerato che la capacità di frastagliare e spaccare qualunque tipo di contrapposizione a questo procedimento è stata sicuramente fortissima e, sopratutto, silenziosissima, venefica; non si può spiegare in altra maniera la non-reazione.

E per reazione intendiamo la proposizione di un modello di sviluppo totalmente contrastante con quello attuale, perché delle due l'una: o siamo convinti di essere in una fase epocale oppure continuiamo a essere zombie. Non volendo essere dei morti viventi, perché non lo siamo mai stati, riteniamo che a cambiamenti forti si risponda in maniera forte almeno in termini esistenziali e culturali, armi importantissime per combattere questo status quo.

Anteporre a un ordine di pensiero un altro ordine di pensiero che sortisca effetti positivi e non negativi, che riporti l'uomo al centro della propria vita e a non essere agito dalla stessa, che ricrei l'armonia e la bellezza e non la corsa al denaro e al profitto, che lasci ritrovare il tempo di pensare, scrivere e imparare non a "cliccare", a digitare e a non- pensare.

Solo un uomo diverso può apportare cambiamenti a questo modello di crescita e non c’è neppure bisogno di inventarselo, basta ritrovarlo in se stessi.


Vincenza Bagnato

Antonio Toscano