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sabato 13 luglio 2013

Un bambino, un maestro, una matita e un libro...!


"Cari fratelli e sorelle ricordate una cosa. La giornata di Malala non è la mia giornata. Oggi è la giornata di ogni donna, di ogni bambino, di ogni bambina che ha alzato la voce per reclamare i suoi diritti. Ci sono centinaia di attivisti e di assistenti sociali che non soltanto chiedono il rispetto dei diritti umani, ma lottano anche per assicurare istruzione a tutti in tutto il mondo, per raggiungere i loro obiettivi di istruzione, pace e uguaglianza. Migliaia di persone sono state uccise dai terroristi e migliaia di altre sono state ferite da loro. Io sono soltanto una di loro. Io sono qui, una ragazza tra tante, e non parlo per me, ma per tutti i bambini e le bambine. Voglio far sentire la mia voce non perché posso gridare, ma perché coloro che non l'hanno siano ascoltati. Coloro che lottano per i loro diritti: il diritto di vivere in pace, il diritto di essere trattati con dignità, il diritto di avere pari opportunità e il diritto di avere un'istruzione. Cari amici, nella notte del 9 ottobre 2012 i Taliban mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato anche ai miei amici. Pensavano che le loro pallottole ci avrebbero messo a tacere. Ma hanno fallito. E da quel silenzio di sono levate migliaia di voci. I terroristi pensavano che sparando avrebbero cambiato i nostri obiettivi e fermato le nostre ambizioni, ma niente nella mia vita è cambiato tranne questo: la debolezza, la paura e la disperazione sono morte. La forza, il potere e il coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Così pure le mie speranze sono le stesse. Cari fratelli e sorelle io non sono contro nessuno. Nemmeno contro i terroristi. Non sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i Taliban o qualsiasi altro gruppo terrorista. Sono qui a parlare a favore del diritto all'istruzione di ogni bambino. Io voglio che tutti i figli e le figlie degli estremisti, soprattutto Taliban, ricevano un'istruzione. Non odio neppure il Taliban che mi ha sparato. Anche se avessi una pistola in mano ed egli mi stesse davanti e stesse per spararmi, io non sparerei. Questa è la compassione che ho appreso da Mohamed, il profeta misericordioso, da Gesù Cristo e da Buddha. Questa è il lascito che ho ricevuto da Martin Luther King, Nelson Mandela e Muhamed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non-violenza che ho appreso da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è quello che la mia anima mi dice: siate in pace e amatevi l'un l'altro. Cari fratelli e sorelle, tutti ci rendiamo conto dell'importanza della voce quando c'è il silenzio. E nello stesso modo quando eravamo nello Swat, in Pakistan, noi ci siamo resi conto dell'importanza dei libri e delle penne quando abbiamo visto le armi. I saggi dicevano che la penna uccide più della spada, ed è vero. Gli estremisti avevano e hanno paura dell'istruzione, dei libri e delle penne. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Ed è per questo che hanno appena ucciso a Quetta 14 innocenti studenti di medicina. È per questo che fanno saltare scuole in aria tutti i giorni. È per questo che uccidono i volontari antipolio nel Khyber Pukhtoonkhwa e nelle Fata. Perché hanno avuto e hanno paura del cambiamento, dell'uguaglianza che esso porterebbe nella nostra società. Un giorno ricordo che un bambino della nostra scuola chiese a un giornalista perché i Taliban sono contrari all'istruzione. Il giornalista rispose con grande semplicità. Indicando un libro disse: "I Taliban hanno paura dei libri perché non sanno che cosa c'è scritto dentro". Pensano che Dio sia un piccolo essere conservatore che manderebbe le bambine all'inferno soltanto perché vogliono andare a scuola. I terroristi usano a sproposito il nome dell'Islam e la società pashtun per il loro tornaconto personale. Il Pakistan è un paese democratico che ama la pace e che vorrebbe trasmettere istruzione ai suoi figli. L'Islam dice che non soltanto è diritto di ogni bambino essere educato, ma anche che quello è il suo dovere e la sua responsabilità. Onorevole Signor Segretario generale, per l'istruzione è necessaria la pace, ma in molti paesi del mondo c'è la guerra. E noi siamo veramente stufi di queste guerre. In molti paesi del mondo donne e bambini soffrono in altri modi. In India i bambini poveri sono vittime del lavoro infantile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. In Afghanistan la popolazione è oppressa dalle conseguenze dell'estremismo da decenni. Le giovani donne sono costrette a lavorare e a sposarsi in tenera età. Povertà, ignoranza, ingiustizia, razzismo e privazione dei diritti umani di base sono i problemi principali con i quali devono fare i conti sia gli uomini sia le donne. Cari fratelli e sorelle, è giunta l'ora di farsi sentire, di lottare per cambiare questo mondo e quindi oggi facciamo appello ai leader di tutto il mondo affinché proteggano i diritti delle donne e dei bambini. Facciamo appello alle nazioni sviluppate affinché garantiscano sostegno ed espandano le pari opportunità di istruzione alle bambine nei paesi in via di sviluppo. Facciamo appello a tutte comunità di essere tolleranti, di respingere i pregiudizi basati sulla casta, sulla fede, sulla setta, sulla fede o sul genere. Per garantire libertà e uguaglianza alle donne, così che possano stare bene e prosperare. Non potremo avere successo come razza umana, se la metà di noi resta indietro. Facciamo appello a tutte le sorelle nel mondo affinché siano coraggiose, per abbracciare la forza che è in loro e cercare di realizzare al massimo delle loro possibilità. Cari fratelli e sorelle vogliamo scuole, vogliamo istruzione per tutti i bambini per garantire loro un luminoso futuro. Ci faremo sentire, parleremo per i nostri diritti e così cambieremo le cose. Dobbiamo credere nella potenza e nella forza delle nostre parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo. Perché siamo tutti uniti, riuniti per la causa dell'istruzione e se vogliamo raggiungere questo obiettivo dovreste aiutarci a conquistare potere tramite le armi della conoscenza e lasciarci schierare le une accanto alle altre con unità e senso di coesione. Cari fratelli e sorelle non dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono per ignoranza, povertà e ingiustizia. Non dobbiamo dimenticare che milioni di persone non hanno scuole. Lasciateci ingaggiare dunque una lotta globale contro l'analfabetismo, la povertà e il terrorismo e lasciateci prendere in mano libri e penne. Queste sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo. L'istruzione è la sola soluzione ai mali del mondo. L'istruzione potrà salvare il mondo." 



Malala Yousafzai

venerdì 12 luglio 2013

SOGNI D'ORO ITALIA



I delinquenti internazionali di Standard and Poor's (società privata che si occupa di ricerche finanziarie per conto degli Usa) ci minacciano di nuovo con l’ennesimo declassamento che serva all’Italia come tirata d’orecchie per non aver stretto ancora di più il cappio tramite le riforme annunciate e non ancora attuate. Così, anche a quelli meno attenti, appare chiaramente come la politica degli Stati sia decisa da fuori, in un sistema convenzionale di riconoscimenti e gerarchie in cui l’emanazione dei diktat avviene ai piani alti.

E allora parte il valzer dei “non ci sono soldi, finiremo come la Grecia, bisogna tirare la cinghia”, che in soldoni significa incidere ancora e ancora sulle classi medie e basse diventate ormai, dopo gli ultimi dissanguamenti, sottoproletariato (per usare termini triti e ritriti ma che rendono bene il concetto).

E poi compriamo gli F35, non nell’ottica meschina di uno Stato che deve farsi valere ma in quella ignobile di uno Stato che volontariamente si sottomette, riscoprendosi sempre più colonia e braccio armato di una politica occidentale di guerra.

Riflesso perfetto di questo scenario è un governo “dalle larghe intese” fatto da pluricondannati, soubrette, camerieri e magnati della finanza che insieme riescono a non fare di fatto nulla, governi fantoccio praticamente, Africa docet.

Fanno da contraltare migliaia di giovani che spendono capitali per studiare nell’incertezza di un futuro, giovani senza lavoro, padri e madri di famiglia disoccupati, pensionati che fanno la fame, imprenditori costretti a chiudere perché affossati dai debiti, in un circolo vizioso che coinvolge tutte queste categorie.

E ancora, servizi sanitari scadenti, strutture ospedaliere fatiscenti, nessun investimento sulla prevenzione, in poche parole il diritto alla salute come quello al lavoro e quello all’istruzione esistono solo su carta, a meno che non si paghi dai privati.

Politicamente e socialmente questa situazione ha un senso ben preciso, creare una moltitudine di persone che tira a campare, che cede al ricatto di  avere un lavoro anche a discapito dei diritti fondamentali.. capisci a me, tengo famiglia! Una moltitudine asservita e non pensante che blatera e discute sulla crisi ma non si chiede quali siano le sue cause, che si lascia abbindolare dalle falsità date dai media.

Per cui non si sa nulla del signoraggio bancario, del motivo per cui questo sistema si fonda sul debito come elemento fisiologico e ineliminabile. Non si racconta che gli Stati si fanno “prestare” la loro moneta dai privati delle banche e sono poi tenuti a restituire tutto più gli interessi. Non si racconta che questa situazione di tracollo può finire subito se solo ognuno di essi si scardinasse da questo sistema perverso.

Di questo non si parla, quindi via con i discorsi sul governissimo, sulla disoccupazione, sui guai giudiziari di Tizio e Caio, sul Papa che fa finta di interessarsi ai meno fortunati, sulle veline e sui calciatori. E buonanotte al popolino.

Vincenza Bagnato

giovedì 2 maggio 2013

Von Masoch,De Sade e la Democrazia Parlamentare

Di piu' non si poteva fare e probabilmente è vero,quello che è venuto fuori in questi mesi di fibbrillazione politica,dalle varie primarie alle successive elezioni alle interminabili consultazioni fino alle snervanti querelle televisive è il risultato delle condizioni in cui versa il paese.A votare, tra seggi e schede e tasti , va,neppure la meta' del paese reale, ma questo poco conta,alla fine del giro,la grande fantasia italiota(italiano- idiota)partorisce il tri-polarismo seppellendo il bi-polarismo,il bimbo nato è completamente deficente nel senso di mancanza(dal latino)poiche' non ha la capacita' di produrre un governo,ma questo non solo era previsto dalla matematica elettorale ma conferma il senso non latino del termine deficente.Eppure il rumore è notevole,qualcosa si muove nell'aria,ed è,a detta di importanti osservatori politici qualcosa che mutera' il corso della storia del nostro paese,una volta per tutte,ne sentiamo veramente il bisogno.Intanto è necessario,vista la fine del settenato eleggere un nuovo Capo dello Stato poiche'ogni cosa ha una fine ma esige un nuovo inizio,ma ancora nessuno, nonostante Papa Francesco , poteva credere nella Resurrezione.Ebbene,in Italia tutto è possibile,dopo una terrificante macchietta degna dei superbi Peppino e Toto',sacrificate, con un rito sconosciuto.Mortadelle e Vecchie Puttane, dalle sulfuree nebbie di un incenso scadente si è materializzato il Verbo.Oltre Francesco,Giorgio.
A questo punto , il risorto completa l'opera,per il bene degli italiani,di tutti, nessuno escluso.Forte del potere anagogico che ha in se' decide insieme ad altri saggi, qualcuno anche internazionale, di porre fine alle sofferenze del popolo italico e di comune accordo con l'"enclave"ritiene che solo un miracolo puo' rimettere dritta la nave in mezzo alla tempesta.Detto,fatto.
Altro che Lazzaro.....un dilettante! A trenta anni dalla dipartita,aprendo un periodo di innovazioni, di certezze, di sicurezze,di radioso avvenire e sopratutto come se nulla fosse  accaduto e sta accadendo viene riesumato ,soffiandogli in bocca,il corpo intatto del Compromesso Storico.
Ma ,ci chiediamo ,con sana ironia,perche' cazzo andate a votare? Masochisti di tutto il mondo unitevi.
                                                              
                                                                 Post Scriptum           
Ci riserviamo, in tempi brevi ,oltre alla satira,che in questo momento,riteniamo doverosa,di trattare questo argomento anche con la dovuta serieta' che merita ma esclusivamente in rispetto di noi stessi e del Popolo Italiano.La'saremo molto duri,poco tolleranti,per niente buonisti e quasi.....Sadici.

                                                                                                                            A presto!   

domenica 21 aprile 2013

RomAmoR


Oggi è il 21 di Aprile, data tradizionale della fondazione di Roma da parte di Romolo. Per questa ricorrenza, invito gli amici a leggere al contrario la seguente frase, che si tramuta in un augurio per tutti: IN ITALIA È ROMA.

mercoledì 10 aprile 2013

Colorando lo spazio di Forte Ogliastri

In occasione della manifestazione "Colorando lo spazio di Forte Ogliastri" e invitati dall'Associazione "Spazi 2" in collaborazione con la Libreria Doralice, parteciperemo a questo evento, che tende a dare vita a luoghi della nostra città spesso "dimenticati".
Domenica 14-04-2013 per tutta la giornata con inizio alle ore 10,00 e fino a tarda serata si susseguiranno una serie di perfomances di natura artistica, musicale e culturale che vedranno impegnati parecchi nomi della nostra città, da Vincenzo Tripodo (teatro) a Gianmarco Vetrano (fotografia), per tutti gli altri basta seguire il programma che è stato diffuso attraverso i vari comunicati.
Per quanto ci riguarda, abbiamo pensato di contribuire suddividendo la giornata in tre momenti, cercando di dare quanto più possibile un taglio di tipo culturale e politico; alle ore 11,00: "Giochiamo con le fiabe", Viviana Montalto, titolare di Doralice, leggerà e riderà insieme ai più giovani che, speriamo molto presenti, parteciperanno con lei a questo incontro. Avvicinare alla lettura e quindi alla conoscenza i ragazzi, anche attraverso un racconto è una maniera di fare controcultura in una società che spesso spinge solo a leggere le pubblicita' dei centri commerciali...!
Alle 17,00 "La decrescita oggi, un risultato possibile". Elio Morabito, Armando Montalto e Antonio Toscano discuteranno in un dibattito aperto sulla teoria, cara a Latouche e De Benoist, ma non solo, che potrebbe rimettere in discussione un certo modo di fare "economia". Diventa quasi obbligatorio per chi crede in una soluzione alternativa a questo sistema omicida, offrire nuove prospettive di natura etica, politica ed ovviamente...economiche!
Infine, ma non per ultimo, presenteremo l'ultimo libro di Ubaldo Smeriglio "il naso di Cateno per lo zolfo" edito da Pungitopo. Ubaldo, oltre a sceneggiare film e cortometraggi, a sostanziare fumetti, a fare il giornalista indipendente e libero, a scrivere di cose che ti "trasportano", è tra i fondatori di una collana letteraria che si chiama "Scrittori maledetti e sconosciuti di questa isola maledetta e spaventosa", ma sopratutto è un ribelle esistenziale e questo....ci piace!
Speriamo in una calda giornata di sole, ma sopratutto nella presenza di molti giovani, a loro è affidato il domani e il cambiamento che passa anche dalle azioni. Per questo la nostra presenza!

                                             CULTURA E' AZIONE

                                                                                                        A presto!

sabato 23 marzo 2013

Editoriale


Questa volta l’editoriale è un’immagine, lasciamo a chi ci legge la libertà di interpretare ciò che vuole e ciò che questo scatto gli provoca. Alle volte tenersi fuori dalla confusione e lasciare libera la mente da ogni cosa può essere importante. 

A presto!

La fine della partitocrazia



Il normale paradigma della consuetudine politica sembra essersi finalmente interrotto, e se tale interruzione è solo temporanea o così forte da poter determinare un reale mutamento è ancora presto per dirlo, ma risulta evidente che il sistema partitico italiano è di fatto crollato sotto i colpi di ciò che esso stesso ha ribattezzato come "anti-politica".
Di fronte ad un parlamento bloccato gli schieramenti politici tradizionali non solo hanno perso una singola battaglia ma sono costretti a mettere in discussione la loro stessa esistenza nel quadro dell'azione politica.
Speculazioni dietrologiche a parte, il successo del Movimento 5 Stelle, oltre ad aver rovinato i piani a molti dei soliti noti, ha costretto le maggiori formazioni politiche non solo a prendere atto dell'esistenza di una componente diversa dalla loro, ma a riconoscerlo come forza politica in una visione, almeno sulla carta, completamente diversa o addirittura conflittuale alla propria. Ciò è importante per comprendere che non è una semplice questione di posizionamento politico ma di un vero e proprio conflitto fra due concezioni della politica e della democrazia parlamentare completamente diversi, in tal senso la crisi dei partiti può essere intesa non nel semplice momento storico di una normale fase politica, ma comincia a inquadrarsi in una crisi di concetto del sistema partitico, dove esso perde fortunatamente la centralità nella vita politica.
Ecco palesarsi quindi la difficoltà della politica tradizionale a rapportarsi con una forza che parla un linguaggio non contemplato dallo schema fisso del potere istituzionale, ciò porta ad un grossolano errore da parte di PD o PDL a considerare il M5S come un partito con cui si può trattare come qualsiasi altra componente istituzionale. Riproporre per esempio la classica spartizione degli spazi istituzionali in cambio della governabilità è una mossa che non può funzionare se la posizione di intransigenza di M5S rimane immutata. 
Lo scenario politico sta mutando velocemente quindi, e bisogna vedere in che direzione, se in una possibilità di stravolgimento dei cardini istituzionali e ideologici italiani ed europei o in un deludente fuoco di paglia.
Tale stravolgimento non può che essere visto positivamente dalle forze autonome esterne all'arco istituzionale, con buona pace di tutti gli intellettuali o presunti tali che firmano ridicoli appelli di "responsabilità" per un accordo che renda l'Italia governabile. C'è  un dato cari intellettuali italiani a cui non avete fatto caso o a cui non avete voluto dare la giusta importanza: la maggioranza che compone il M5S, al di là di chi ci sia dietro Grillo o chi sia realmente Casaleggio, è costituita prevalentemente da giovani che arriva a stento ai trent'anni, che per intenderci è la generazione più colpita dalle riforme, quella che si ritrova con un presente difficile e un futuro pressoché inesistente, allora la domanda è questa cari intellettuali italiani: dove eravate quando questo accadeva? 
E perdonate ora lettori se scriverò in prima persona, ma davanti a tale risma d'intellettuali mi permetto questo e altro, davanti ad un barista, a uno studente o a un disoccupato che diventa parlamentare al posto di un Gianfranco Fini, di un Di Pietro e co, invece mi tolgo tanto di cappello, nonostante le mie convinzioni di caparbio non votante, ma voi tornate dove eravate ieri, a contare i vostri euro all'ombra del sistema, che io oggi ne conto soltanto due nella mia tasca e ve li dono pure se volete, è il prezzo che do alla vostra "responsabilità".


Giuseppe Pennestrì

No al rigassificatore, con tutte le nostre forze



Dal Piemonte alla Sicilia la megalomania delle grandi e devastanti opere scuote tutta l’Italia. La scuote perché da nord a sud il messaggio di gruppi sempre maggiori di gente si fa sentire limpidamente da anni, opponendosi agli scempi imposti. E in questo quadro s’innesta l’ennesima cattedrale in un deserto fatto di disoccupazione, precarietà e in cui quindi domina il famoso ricatto lavoro-salute, con la consapevolezza per chi investe che la fame del lavoro porterà a bendarsi gli occhi su tutto il resto. Così nella piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, con la complicità delle amministrazioni regionali di destra e di sinistra (da Chiaravalloti, a Loiero, a Scopelliti) si è dato corso all’iter per la costruzione del più grande rigassificatore d’Europa, con una portata di 12 miliardi di metri cubi di gas. Una bomba ad orologeria che prenderà il posto di 47 ettari di agrumeti, in un territorio già devastato dalle scorie radioattive sotto il terreno e nel mare, di cui nessuno sa niente (salvo mafia e Stato ovviamente), da due inceneritori di cui uno in fase di costruzione, e ancora da una centrale elettrica e da una biomasse. Un martoriamento continuo di un territorio che riceverebbe il suo colpo di grazia con una struttura che ha il solo scopo di far transitare il gas dalla Calabria verso il nord Europa, interessi meramente economici quindi. In breve, l’impianto trasformerebbe il gas proveniente dalle navi metaniere dallo stato liquido (GNL) allo stato gassoso, per permetterne il trasporto via terra mediante dei gasdotti. Tutto ciò utilizzando l’acqua del mare che verrebbe poi riscaricata ad una temperatura inferiore di 7 gradi e arricchita di candeggina, con un impatto devastante sull’ecosistema marino, oltre che sulle attività turistiche dell’intera costa e sulle attività di pesca che saranno totalmente stroncate. Le tubature che permetteranno il passaggio del gas dalla nave all’impianto oltretutto si troveranno a 100 metri da una scuola elementare, l’impianto a qualche centinaio di metri dai centri abitati.

I buontemponi della Lng Medgas terminal (società creata da Sorgenia -gruppo Cir- e dalla Iren) così come qualche giornalista prezzolato, parlano di “grande opportunità occupazionale”, conoscendo bene le necessità del territorio, ma ammettono essi stessi che i posti di lavoro dell’impianto, una volta costruito, saranno a mala pena cento e altamente specializzati. Tutto ciò a fronte dell’affossamento di interi settori economici, da quella agricolo, a quello turistico, a quello ittico e, non ultimo, del vicinissimo porto di Gioia Tauro, che dovrà sospendere le sue attività per un periodo complessivo annuo di 4 mesi, aggiungendo altri problemi ai migliaia di lavoratori già ora in cassa-integrazione.
Un opera che per legge rientra tra quelle "a rischio di incidente rilevante", in un’area altamente sismica, una delle zone rosse d’Italia, già distrutta da terremoti devastanti (l’ultimo in ordine di tempo nel 1908). Ma forse i signori della Lng e i vari politici che negli anni hanno prestato e prestano il braccio a questa follia non tengono conto che nel caso di esplosione di una cisterna si raderebbe al suolo mezza Calabria, poiché la nube incendiaria avrebbe un raggio di ben 55km.
D’altronde lo stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici (massimo organo tecnico in merito a costruzioni di opere pubbliche) ha bocciato per ben due volte questo progetto, in quanto gli studi presentati risultano “incompleti e non definiti con l’estensione e gli approfondimenti necessari all’espressione di un compiuto parere sulla fattibilità dell’opera”. Good morning! Non c’è stata un'adeguata valutazione di impatto ambientale e gli unici studi effettuati sono della stessa società concessionaria, la Lng appunto.

Non sarà stato neanche un caso oltretutto che proprio nel momento delle firme autorizzative per la sua costruzione i tre comuni pianigiani di Rosarno, Gioia Tauro e San Ferdinando (i più interessati e vicini geograficamente), fossero tutti commissariati, rendendo questi ‘sì’ assolutamente illegittimi anche per chi crede nel principio “democratico”. A fortiori, è la stessa legge italiana ed europea a richiedere come necessarie l’informazione e la consultazione popolare per gli impianti a rischio di incidente rilevante. A dire il vero delle fime per un referendum a San Ferdinando sono state raccolte nel 2009, 671 a fronte di un numero complessivo di votanti pari a circa 2800: una persona su quattro quindi ha chiesto una consultazione che non è mai arrivata, perché queste firme sono nei cassetti di Roma, dimenticate da 4 anni.

L’iter per giungere alla costruzione di quest’ennesimo mostro conta ancora delle altre fasi, la concessione demaniale da parte dell’autorità portuale, che i manifestanti sono riusciti ad evitare il 6 marzo scorso, opponendosi fisicamente e pacificamente al passaggio di chi doveva votare, è stato l'ennesimo tassello ottenuto qualche giorno fa. Intanto alcuni incontri sono stati spostati lontano, a Roma o a Milano, forse perché potessero avvenire indisturbati. Ora si spera in una commissione d’inchiesta che valuti l’impatto devastante sul territorio, sull’economia e sulla salute del posto.

Intanto, indipendentemente dall'iter istituzionale, il coordinamento di associazioni e persone, nato per gridare il suo no al rigassificatore, sarà fermo ad opporsi, non gli darà tregua e non svenderà la nostra terra.
Per aggiornamenti sulla questione visita il gruppo FB “No al rigassificatore di Gioia Tauro” (http://www.facebook.com/groups/294397410614982/?ref=ts&fref=ts) e "No rigass - Calabria" (http://www.facebook.com/NoRigassCalabria?ref=ts&fref=ts).
"Ci sono molti modi di uccidere. Si può infilare un coltello nella pancia, togliergli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra, ecc. Solo pochi di questi modi sono proibiti nel nostro Stato". (Bertold Brecht)


Vincenza Bagnato

Disconoscete il mezzo, non il credo


Fumata bianca. Nuovo pontefice. Nuovo sovrano. Nel mondo si acclama il nuovo Pietro. E guardando quel mare di folla una domanda sorge spontanea all’uomo qualunque davanti alla tivù. Lo merita? La Chiesa , i pontefici, cosa hanno fatto per l’umanità per ricevere tanto calore, tanto sincero amore? Nessuno ricorda la verità o vuole ricordarla. Eppure basta poco. Internet, un enciclopedia, un libro di storia. Hanno perpetrato un delitto imperdonabile nei confronti di un credente. E’ il loro peccato originale. Hanno preso un messaggio fantastico, incredibile quanto semplice (Amore, fratellanza, unione dei popoli, povertà) e lo hanno mutilato, ucciso per tutta la loro storia, fino ad oggi. Come? Sostenendo le crociate, istituendo la santa inquisizione e le indulgenze, soffocando ogni pensiero che fosse in contrasto con la fede, accumulando enormi ricchezze. Hanno ucciso migliaia di donne in un modo orribile, disumano. Quando e come hanno ottenuto tutto questo potere? Precisamente nel 325 d.C. quando un assemblea di semplici uomini, riuniti sotto il Concilio di Nicea , stabilì a votazione la consustanzialità del Padre e del Figlio e la nascita vergine di Gesù. Hanno divinizzato un semplice uomo per ottenere la rivelazione di Dio e , insieme ad essa, un enorme potere che si tramanda fino ad oggi. La salvezza passa per la Chiesa cattolica.
Forse sembra solo un insignificante passaggio di consegna, ma porta con se molto di più. Porta con se una speranza, ormai fioca, quasi scomparsa, che un Francesco sia diverso dai vari Paolo, Giovanni, Benedetto, Pio. Dato che oggi la Chiesa non ha nulla in comune con Dio e il suo amore, all’umanità credente serve un papa che apra le porte della Chiesa, che riveli alla luce del sole ogni cosa, dalla pedofilia agli accordi più segreti del Vaticano. Verranno tutti perdonati se ogni vescovo si dimostrerà veramente pentito per ogni peccato, per ogni ipocrisia, per tutta quella malvagità. La Chiesa deve confessarsi davanti ai propri fedeli, proferire le proprie colpe, abbandonare le ricchezze, la cupidigia, e predicare il vero messaggio. Portare vero amore e aiuto in un mondo dove molti, troppi non hanno nulla.

Matteo Impalà

mercoledì 6 marzo 2013

Adios, corazon de mi Patria!


Non aveva potuto giurare da Presidente già il 10 gennaio di questo anno per colpa della malattia che lo aveva aggredito, ma nonostante la quale per la quarta volta era tornato a guidare il suo Popolo vincendo le elezioni proprio contro i nemici della sua Terra. Con una forza che è tipica solo dei combattenti e dei credenti era riuscito ad attuare ulteriori trasformazioni sociali e a trasferire le consegne al suo vice rispetto a quello che sarà la continuità del suo Venezuela.
L'ultima foto che girava lo ritraeva circondato dall'affetto delle sue figlie, con un grande sorriso rivolto verso tutto il mondo, che sembra quasi irridere alla sorte, prendere in giro la morte e dire "Non vincerete mai", perchè questo era il suo sogno e lo ha costruito con pazienza, ridando forza e dignita ad un paese che è riuscito a liberarsi dalla tremenda protervia del governo statunitense, essendo stato da esempio anche per altre comunità latino-americane che da troppo tempo sopportano l'insulto della politica di invasione liberal-capitalista nord-americana e non solo.
Oggi non solo il Popolo Venezuelano piange la mancanza di Hugo Chavez, crediamo sia un sentimento che possa accomunare tutti gli Uomini Liberi.   

Ciò che non volevamo succedesse alla fine è accaduto. Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chavez, è morto nel pomeriggio di lunedì 5 marzo dopo una lunga malattia. Un' immane tragedia per tutte le genti dell'America Latina, ancora più terribile in questa fase di grave crisi economica. Una vita, quella di Chavez, sacrificata al suo popolo ed alla sua Patria; che sia da esempio per quanti intendono la politica come una missione e non una professione. 
Noi tutti avevamo sperato che le bruttissime notizie sulla salute fornite dai media di questo corrotto Occidente fossero false del tutto, che il Presidente Chavez non fosse realmente in fin di vita, che avesse possibilità di restare alla guida di un Paese a cui aveva dato certezze, riferimento di un intero Continente per cui era diventato Esempio di una politica dal popolo e fatta per il popolo. Ci credevamo davvero quando i fatti dicevano il contrario di quanto le varie testate giornalistiche europee e nordamericane spacciavano per verità quando parlavano di un Chavez che non avrebbe visto l'anno nuovo, che non sarebbe mai tornato vivo da Cuba (clamoroso il caso de "Il Paìs" che, dopo aver pubblicato la foto di un uomo messicano intubato e moribondo spacciandolo per il presidente venezuelano, è stata costretta a dare una smentita ufficiale il giorno  seguente), e ci credevamo ancor di più dopo il suo ritorno a Caracas; chissà, forse ci credeva anche lui oppure era solo il desiderio di morire nella sua Terra. Il cancro non ha avuto pietà di lui e della sua gente che adesso, numerosa come nelle circostanze delle vittorie ottenute sui moltissimi dei mali che affligevano il Venezuela e che sembravano sulla via della definitiva sconfitta, piange il suo Presidente. 
La quinta colonna interna al Venezuela, rappresentata dall'opposizione conservatrice e dai mezzi di (dis)informazione privata, non ha perso tempo a speculare, già dalle prime avvisaglie, sulla malattia di Hugo Chavez, telecomandati direttamente da Washington. Già si rendeva ridicola accusando il governo di violare la Costituzione (loro che hanno tra i loro massimi esponenti molte figure coinvolte nel fallito golpe del 2002) a loro dire colpevole di non dichiarare decaduto il mandato di un presidente che era stato appena rieletto. Viene da chiedersi quanto avvelenato sia l'animo di queste persone, le quali non hanno avuto rispetto nemmeno di fronte ad un uomo che lottava per la vita in un letto d'ospedale; in quest'ora buia gli avvoltoi credono di poter dare una bella ripulita alle ossa del loro nemico prima che faccia di nuovo giorno, ma non hanno fatto i conti con uomini che da molto tempo ormai hanno imparato a conoscerli e che come falchi sapranno tenerli a bada. Non sono da escludere tentativi golpisti, "soluzioni cilene" come avvenuto nel già citato golpe del 2002, fallito per merito dell'enorme massa popolare che si mosse in difesa della libertà e dell'autodeterminazione. Schierare le forze armate in tutto il Paese è da ritenersi un atto preventivo da parte del governo bolivariano sulla base della passata esperienza, una doverosa precauzione. In gioco non c'è soltanto il futuro assetto politico del Venezuela, vale a dire del Paese di riferimento per tutta quella serie di Stati latino-americani che sempre più si stanno sganciando dal giogo statunitense, ma le grandi conquiste che in ogni campo 15 anni di governo bolivariano hanno comportato devono essere difese dalle nubi provenienti da nord, mentre altri traguardi devono essere raggiunti, la battaglia deve continuare.
Che il popolo che oggi lo piange insieme a chi sarà chiamato in questo periodo di transizione politica a tenere duro di fronte ai potenti attacchi interni ed esterni di chi concepisce il mondo come un grande mercato di schiavi, non demorda e non si faccia intimorire e continui a combattere. Fino alla Vittoria.

Hasta Siempre Comandante!

Antonio e Jean

                                                                                                        
                                                                                                        

lunedì 18 febbraio 2013

Editoriale


"L'uomo è il solo essere che faccia promesse" diceva Nietzsche. L'uomo politico è il solo essere che faccia promesse in misura superiore di quante non ne possa mantenere sembra invece lo spot perfetto per queste elezioni politiche.
Eppure dovrebbe esistere un fisiologico limite arrivati ad un certo punto; il naturale confine che segni la differenza fra una strategia politica e il ghigno beffardo celato dietro ogni menzogna. Dovrebbe. Ma non c'è. 
Sarà che sempre più spesso si raggiunge e si oltrepassa il limite di sopportazione ancor prima che il discorsetto elettorale si concluda; sarà che lo schema lo si conosce talmente bene che il ritmo odioso della consuetudine finisce col divenire naturale, e di ciò dovremmo avere il timore.
Lo spettacolo è quello che è, squallido, ipocrita, fumoso. La battaglia com'era ampiamente prevedibile si combatte sul campo fiscale : l'abbassamento delle tasse, la restituzione dell'IMU, milioni di euro ora tornati disponibili a sanità ed istruzione. 
L'urgenza del male necessario -fateci caso- non è più presente nelle razioni di politica quotidiana. Tutto, di colpo torna ad essere possibile. O quasi. 
Nel confusionario e spesso superficiale chiacchiericcio da "par condicio" emerge la linea comune da rispettare: riformare per mantenere. Ogni altra scelta perciò è preclusa o di fatto estromessa. 
La questione principale quindi non riguarda il considerare le mille piccole presunte verità o tecnicismi sul pareggio di bilancio, sulle strategie economiche da realizzare per evitare il disastro se il punto di vista dal quale si parte è quello esclusivamente riformista che mantiene le fondamenta istituzionali di sempre, convergenti con le linee guida dell'UE e dell'interesse privato. 
La discussione politica non può essere credibile agli occhi e all'orecchie di chi vuole dare uno sguardo oltre la visibile facciata, che sa quindi con matematica certezza che la soluzione non è certo il tecnicismo vampiresco del Monti politico, nè la vecchia novità di Bersani, nè tantomeno il ritorno-incubo di Berlusconi, tutte facce di uno stesso identico problema in cui le differenze appaiono solo come varie sfaccettature di un singolo oggetto. Ognuno legato in maniera diversa ai sistemi di potere oggi esistenti da cui scaturiscono i disastri politico-sociali che propongono ora di risolvere.
Fra poco gli italiani sceglieranno quale riforma del lavoro li licenzierà o li renderà più poveri o quale riforma dell'istruzione li renderà meno preparati.
Non è un piano di riforme che muterà in positivo lo scenario ma un necessario e radicale cambiamento che metta in discussione le stesse basi su cui poggia lo Stato e l'intero impianto europeo, comprese le dottrine economiche-finanziarie che si muovono all'interno di esse, comandandone i passi. E' importante che ciò accada oltre la singola scelta del recarsi alle urne o disertarle. E' vero che l'uomo è l'unico essere che faccia promesse, ma è altrettanto vero che è l'unico, per fortuna o purtroppo, in grado di mutare il corso degli eventi.


G. Pennestrì

Genetica o che altro?

Secondo la Tradizione ebraica tutto dev'essere puro o purificato prima di essere consumato. E' fatto divieto dalle scritture l'uso di una prodotto non kosher (adatto), così per la società è doveroso fare delle differenze tra gli Ebrei puri e i Gentili (Goiym) ovvero i non ebrei.
Da trent'anni in Israele si discute la questione del riconoscimento o meno dei falasha (esiliati) gli ebrei africani che storicamente vivono negli stati di Etiopia e Sudan:- “Dal punto di vista religioso, sarebbero i frutti dell'unione tra Salomone e la Regina di Saba. Questo creerebbe, secondo la visione dell Ebraismo ortodosso, alcuni problemi perché l'ebraicità è trasmessa in linea femminile, ed essendo la Regina di Saba non ebrea, in teoria neanche i discendenti dovrebbero esserlo” (Wikipedia) . Portati in Israele negli anni '80, mediante le operazioni Salomone e Mosè , più di 115.000 falasha, hanno dovuto fare i conti con un mondo che non li riconosceva innanzitutto come puri, ma che era distante anni luce dal modo tribale di concepire la vita e la società.
Il talmud recita così :- “Tutti i Gentili sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi.” (Talmud, Yebamoth, 98a) 
Queste parole ancora studiate e recitate, seppur mistificate e fatte passare in cavalleria, vengono tacitamente messe in atto dal governo israeliano, che ancora una volta si macchia dell'ennesimo oltraggio alla dignità umana. Riammessi nella terra promessa gli ebrei “neri” di Etiopia, la cui purezza è stata messa fortemente in dubbio dalle frange più ortodosse dell'ebraismo israeliano, il governo ha pensato bene di ricattarli, in cambio della cittadinanza e di tutti i privilegi che questa comporta (lavoro, assistenza sanitaria, assicurazione e protezione),  sterilizzando farmacologicamente tutte le donne che passavano il confine. Il farmaco somministrato, il “Depo-provera (medrossiprogesterone acetato), come riporta Wikipedia è "[...]un progestinico a lunga durata d'azione che viene utilizzato come contraccettivo orale”. Commercializzato in Italia da Pfizer, veniva iniettato all'interno di campi, dove gli etiopi per legge dovevano transitare, e  dai quali non potevano uscire : 
"Ci dissero 'se non lo fate non potrete andare in Israele e non sarete neppure ammesse nel Joint (L'American Jewish Joint Distribution Committee, un programma internazionale di assistenza sociale al popolo ebraico, Ndr), non avrete assistenza sanitaria'. Avevamo paura... Non avevamo scelta. Senza di loro e senza il loro aiuto non avremmo potuto lasciare il campo. Quindi accettammo l'iniezione. Solo la loro autorizzazione ci avrebbe permesso di partire"  -  Emawayish, donna etiope  che, insieme ad altre decine di connazionali, ha lasciato il paese di origine nel 2005.(agoràvox.it)
Il farmaco è il medesimo utilizzato per le castrazioni chimiche degli stupratori in diversi stati americani; l'effetto contraccettivo però dovrebbe essere temporaneo, seguendo i giusti protocolli di utilizzo, invece è scientificamente provato che la sospensione brusca del trattamento può portare all'infertilità definitiva e in molti gravi casi, anche ad una grave forma di osteoporosi. Ad avvalorare questa tesi, ci sono i dati statistici della diminuzione della natalità del 10%,  nella comunità etiope israeliana negli ultimi 15 anni.
Queste informazioni arrivate al mondo del web in maniera anonima, sono state verificate da organizzazioni non governative di controllo, che hanno raccolto le centinaia di testimonianze.
Lo stato di apartheid che Israele ha creato attorno a queste persone è inimmaginabile, parliamo ancora di scuole, uffici e luoghi di ritrovo con divisioni, “falasha” ed “eletti”.
Ovviamente tutto questo ha reso sempre più difficoltosa la totale integrazione delle comunità etiopi all'interno della città, che per necessità hanno dovuto ripiegare sull'auto-ghettizzazione, quindi sulla creazione di piccole comunità tribali, un sistema di società che più si confà alla loro natura e cultura.
E' impensabile che uno stato, rappresentate un popolo, che storicamente ha sempre sofferto si sia potuto abbassare a tanto.
Questo da adito a molti pensieri sulla “democraticità” dello stato mediorientale, e sul rispetto che questo riserva a una parte dei suoi cittadini.




C. Basile

La Siria: i media e il popolo



Persona qualunque. Nella media. Guarda il telegiornale e nota le notizie riguardanti la guerra civile siriana. Ogni giorno muoiono un centinaio di persone, tra quelle note, e va avanti da un anno e qualcosa. Sente parlare di 60000 morti, tutti rigorosamente vittime di bombardamenti lealisti, stragi compiute da forze lealiste, esecuzioni sommarie da parte dei sanguinosi soldati lealisti. Guarda, osserva e comincia a chiedersi se c’è qualcosa che non va nel tg che sta seguendo. Gli sembra quasi di parte e non al servizio dell’informazione, ma continua a guardarlo e scopre da un servizio che nelle prigioni di Assad torturano i ribelli catturati senza alcun rispetto per la natura umana. Il tutto è riportato scrupolosamente dal “neutrale” osservatorio dei diritti umani in Siria, avente sede a Londra, dalle cui labbra pendono tutti i notiziari. Queste notizie gli provocano uno shock intenso. A quanto pare i ribelli dell’Esercito Siriano Libero sono pienamente innocenti, dalla parte del popolo oppresso e soprattutto quando catturano dei soldati dell’esercito regolare non li fucilano come cani in mezzo alla strada ma gli offrono sicuramente una bibita fresca e ci giocano a carte. Saranno necessariamente un esempio di civiltà. Voi ci credete? Nemmeno lui. Nel frattempo un’altra notizia lo informa del fatto che Russia e Cina impediscono un intervento dell’ONU che, a quanto pare, ha a cuore i diritti fondamentali delle persone. (diversamente da quando Israele viola diritti umani e sovranità nazionali, impone assedi e occupa le alture del Golan, giusto per citarne uno a tema) Sembra proprio che Russia e Cina vogliano far sprofondare la Siria nel baratro ma poi all’uomo qualunque viene da pensare. Osserva i due schieramenti e prende in esame i ribelli. Il loro esercito e il loro consiglio di guida. L’esercito dovrebbe esser formato dal popolo sprovvisto di qualunque addestramento militare che risponde con forza ad un esercito regolare che dispone di carri armati e bombardieri. Come fa? Chi combatte veramente in Siria? Forse mercenari senza scrupoli, Jihadisti…sono supposizioni.
Il consiglio nazionale siriano, invece, diviso e lontano dal raggiungere un intesa su un futuro governo, sembra formato in buona parte dai fratelli musulmani, noti già agli egiziani per la loro democrazia incentrata sulla persecuzione religiosa.” Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il Jihad è la nostra via. Morire nella via di Allah è la nostra suprema speranza". Questo il caposaldo del loro movimento. Si parla perciò della sharìa, già applicata in alcune zone occupate. Non ci si puo fidare, perciò, dei ribelli come non ci si puo fidare di Assad. Se non è il restituire al popolo siriano una vita dignitosa l’obiettivo delle potenze in gioco, le conclusioni portano l’uomo nella media a credere che ognuno pensa a se stesso e nessuno al popolo siriano a cui tutti ci sentiamo vicini e che non deciderà del proprio destino. Dovremmo chiederci che mondo è quello che permette che siano poche persone a decidere chi governa cosa, chi vive e chi muore, chi ha diritto e chi no, sebbene ciò succeda da sempre. 






Matteo

Seconds Out


Quantificare il nulla sembra una contraddizione in termini, invece è un dato di fatto.
Ed è quello che avviene guardandosi attorno circondati da macerie umane, ascoltando flebili lamenti che provengono dalle  vicine rovine e anche da più lontano, parole senza senso anche per chi le pronuncia comunque, gratuitamente elargite, ma non redarguite, gesti sconnessi non legati a pensieri  compiuti, privi di significato per chi li fa e per chi li riceve. Alfabeti mozzi e sconosciuti che continuano a permettere una comunicazione muta neppure aiutata dai segni, occhi aperti ma ciechi, orecchie murate ad ogni suono, nasi che non percepiscono più odori e profumi, teste su torsi troppo uguali e senza dentro nulla, bianchi come le gambe che sopportano questi pesi e asimmetricamente si muovono verso, appunto, il nulla! Ma "verso il nulla" ci appare anche troppo, "verso il baratro" forse è meglio, rende di più . Questa immagine scorre simbolicamente  quando si pensa a dove va l’umanità che, come incantata da maligni suoni emessi dall’abile strumento di un incantatore, alla prima nota, semi-sopita dal torpore, si alza e, da posizione orizzontale, in forma gobba e pecoreccia  si avvia dietro il mefitico rumore, senza controllo verso il precipizio e dopo marcia e senza lamentele cade nel vuoto per sfracellarsi al suo fondo, finita la musica, fermata la caduta e ripresa l'invertebrata posizione, ritorna a pensare di vivere, aspettando la prossima chiamata. Così tutti al lavoro, tutti a chiedere lavoro, tutti pieni di debiti o a sguazzare nell’oro, tutti a protestare, tutti votare, tutti a mangiare, a bere, a sgagazzare, a comprare, a scopare, a vomitare, a ridere, a piangere, a guidare, a passeggiare, a leggere, a sentire musica, a fare palazzi, a occupare palazzi, ad aiutare e ad ammazzare, a scrivere articoli, a sparare, a consumare e a risparmiare.
Riparte il suono, al voto, al voto, presto! ..e tutti in fila per tre….Banchieri di tutto il mondo unitevi è l’unica soluzione possibile, non ci giriamo  intorno, ma se ci sfracelliamo tutti chi ve lo paga il conto, o avete già previsto una riproduzione perpetua? Perché è chiaro che non vi mangiate tra voi, o no? O è anche questo possibile? Avanti in marcia, su, proni, allacciate lo stesso le cinture di sicurezza, ognuno controlli bene le proprie catene chi ancora non le ha le può richiedere al più vicino centro commerciale (bastano  80 euro). Si badi bene, le catene di cui sopra sono il risultato della fusione del ferro di meravigliose gabbie ideologiche, religiose e spirituali che ormai non vanno più bene, non perché non sono mai andate bene, ma solo perché essendo state superate non giovano più, ce ne sono di nuove e funzionano meglio. Qualcuno usa ancora vecchi metodi, ma lo fa solo per pigrizia e per comodità. Forza, siamo arrivati, una bella fetta di società è stata di nuovo catapultata dentro l’urna sacra e l’oracolo, il nuovo oracolo ha parlato per tutti, presenti e assenti ha indicato la nuova via “sconosci te stesso e i tuoi simili”.
E dopo ci sono i libri, non perdiamoli di vista, chi ne ha poca si aiuti, non se ne può fare a meno in nessun modo, i libri sono importanti, attenzione non intendiamo annoiarvi con libri di tipo formativo, storico, culturale, assolutamente no. Parliamo di libri contabili, e perché sono importanti? Lo sono per quello che dicevamo prima, tirate le somme cosa resta se non macerie e rovine?

E allora fuori i secondi…sappiate che non sarà facile per nessuno ridurre all’impotenza chi ancora attiva il proprio cuore e il proprio cervello, non sarà facile fare tacere chi non intende addormentarsi per non vedere o far finta di niente, non sarà facile mettere le catene a chiunque, la battaglia è ancora lunga e la guerra non è mai finita. Ci sono ancora tante cose da fare e da dire per rispondere colpo su colpo. Intanto, fino a quando qualcuno resterà in piedi tra le rovine non vincerete mai e siccome tanti resistono il testimone passerà di mano in mano. Se è vero, come è vero, che la politica spesso è una trappola e può distrarre, questo non ci esimerà dal dire, ed anche in ciò è forte la convinzione, che al di là di quanto oggi si presenta, esistono spazi di manovra ampi per diffondere, proporre, concretizzare, costruire un alternativa a preconcetti ideologici e stantii posizionamenti. Questo circo che occupa col suo miserabile tendone L’Europa sarà spazzato via da un vento irresistibile, sconosciuto, il soffio della gioventù europea che ama ancora la libertà, il sogno, il proprio futuro, la partecipazione diretta, volete togliere tutto alle nuove generazioni per farne robot-consumatori e pagatori all’infinito, state provocando chi ama la pace e la libertà all’inverosimile come forse mai è successo ,non sazi del tributo  generazionale della prima e della seconda guerra mondiale volete ancora sangue per ricavarne oro. Ma i giovani Italiani, Portoghesi, Spagnoli, Greci, Irlandesi, Francesi, Tedeschi e tutti i popoli del Nord, siamo certi, insieme ai popoli liberi di tutta l’aria del Mediterraneo sapranno non cadere in queste infami trappole della storia e guardare ad un nuovo avvenire: toccherà a noi aiutarli sempre e comunque lasciare che il Vento si alzi.

                                                                                            
A presto, Antonio!

venerdì 15 febbraio 2013

TEATRO PINELLI...DISOCCUPATO

Questa città veramente stanca sfinisce, tende a creare distacco, a stare in disparte, a rimanere alla finestra, è una città-simbolo da studiare e analizzare in maniera particolare; saranno le condizioni climatiche, la posizione geografica, la conformazione del suo territorio e tante altre cose delle quali e sulle quali spesso ci si interroga e che difficilmente trovano risposte che hanno un senso, almeno di natura compiuta.O forse il senso è proprio questo, non avere senso, non percepire la realtà, la quotidianità come un fatto normale e questo poi si riflette, come è ovvio, in tutte le cose, dalle più piccole alle più grandi, da quelle meno a quelle più importanti. Ora, di certo non è nostro compito fare una graduazione delle priorità di una comunità urbana, ma se decidiamo di farlo preferiamo attenzionarci su ciò che potrebbe o può dare un beneficio a tutti.
Fin dal primo momento, in questa ottica di cose buone per tutti, abbiamo accolto con interesse seguendo, seppure con la dovuta e giusta distanza, gli eventi che hanno portato all'occupazione e alla fruizione di uno spazio "letteralmente abbandonato" da chi, invece di scaldare sedie e per questo prendere pure denaro pubblico, non solo lo aveva "dimenticato", ma forse lo preservava e lo preserva per altri fini. Fermo restando che di questi luoghi la città ne è piena, sarebbe lunga la lista da fare non escluse case e terreni che veramente potrebbero risolvere tanti problemi, ridare vita a un teatro è un gesto che simbolicamente valorizza la stessa azione, vuol dire contrapporsi a chi pensa magari che un supermercato o un centro commerciale sia meglio, ma ancora di più vale se si da la possibilità, in uno spazio ritrovato, a tante iniziative che, ricondotte alla tematica culturale, possono essere formative e alternative. Vista tra le altre cose, ma non intendiamo soffermarci più di tanto, la squallida vicenda del Teatro V. Emanuele e la situazione di assoluta carenza in cui versano quei luoghi che dovrebbero essere deputati ad un certo tipo di attività.
Ma tanto la città dorme, è pigra, distratta, tutto passa come cosa normale; il Muro di Berlino è caduto, ma il Muro di Gomma di Messina resiste. Dormono tutti, compiaciuti e... compiacenti!
Chi non dorme però è La grande Autorità che di buon mattino, non tanto presto...ma dopo il secondo caffè, scatena l'inferno e manda direttamente da" Apocalipse Now" la cavalleria di terra, di mare e di cielo per stanare i "cattivi" rei di disobbedire all'ordine costituito e Messina si trasforma di colpo, veramente, in un set teatrale all'aperto. L'ironia però non può bastare questa volta in quanto, sebbene non intendiamo fare valutazioni politiche nonostante ci sarebbe molto da dire, ci limitiamo con amarezza a prendere atto che come spesso accade, almeno da parecchi anni, il solito vincitore è il Grande Sonno.

P.S.Nessuno ha il diritto di lamentela se almeno, quella mattina, non è andato a vedere cosa accadeva o cosa poteva succedere a quei ragazzi. Che tutto resti come è, fino ad allora potrete fare sogni d'oro(sognate, per esempio, di un bel teatro ................).
                                                                        A presto, Antonio!               

venerdì 1 febbraio 2013

Riflessioni contropoteriste

E quindi Israele accelera, decide di portare un giusto contributo nel processo di pace in tutto il Medio-Oriente, visto che ogni tanto qualcosa deve pur succedere, come se non bastasse la tragedia che tutta quella parte del mondo da anni attraversa. E come lo fa? Nella maniera più democratica possibile,ossia sorvola con i propri caccia, senza chiedere permesso a nessuno, i cieli del Libano, entra in territorio Siriano, senza chiedere permesso a nessuno e, attacca un convoglio, indiscriminatamente, adducendo che si trattava di armamenti destinati ad Hezbollah. Il giorno prima la polizia di Gerusalemme aveva arrestato e interrogato per ore un pericolosissimo terrorista arabo di 7 ANNI, strappandolo al padre che incredulo ha potuto rivedere il proprio figlio solo il giorno dopo. Mentre scriviamo, solo qualche ora indietro, sono stati fermati due temibili attivisti del Comitato per la Pace in Palestina a Tel Aviv, pensate avevano osato manifestare senza chiedere permesso a nessuno!
Tutta questa escalation di provocazioni ha scatenato il risentimento dell'O.N.U.(minchia!) che ha subito levato forte il suo sdegno (Minchiuna!) intimando al governo Nethanyau di non favorire più gli insediamenti dei coloni in territorio Palestinese.........Risate altissime si sono levate tra gli ulivi e non solo,qualcuno ha sentito ridere pure a Wall Street, nonostante la crisi.
Ironia a parte, invitiamo tutti a riflettere su fatti, azioni e ...provocazioni!


                                                           2

Delle due l'una: o Barak Obama è in realtà Alice nel paese delle meraviglie oppure anche lui ha un sogno...a neppure ventiquattro ore dal discorso del giorno dell'insediamento con le promesse al paese di contrastare le potentissime lobbies delle armi, la risposta di Smith & Wesson non si è fatta attendere. A farne le spese una ragazzina di 14 anni che aveva sfilato il giorno prima per lui e subito dopo si è manifestato un altro insano gesto di follia a Midland, in Alabama, un uomo armato fino ai denti tiene in ostaggio un bimbo di cinque anni, oggi ad Atlanta ferita una studentessa colpita da un coetaneo.
Il Presidente sa bene che in un paese nel quale puoi comprare al supermercato tomato e corn flakes e al contempo una bella 7,65 è molto facile che succedano questi fatti, ma sa alla stessa maniera quanto pesano le holding delle armi e ciò che determinano  nel mondo e sul mondo.
Ha fatto bene Beyoncè a cantare in play-back!

                                                                                      A presto, Antonio!
                                                                                                                 


giovedì 31 gennaio 2013

IO SCRIVO PER GLI ANALFABETI

"Il liberalismo capitalista dei tempi moderni ha relegato all'ultimo posto i valori dell'intelligenza, e l'uomo moderno, di fronte a queste poche verità elementari che ho elencato, si muove come una bestia o come l'uomo spaventato dei tempi primitivi. Per preoccuparsene,aspetta che queste verità diventino atti, e che si manifestino attraverso terremoti, epidemie, carestie, guerre, ossia col tuono del cannone"
                                                                                                 
                                                                                                Antonin Artaud



           CI SARANNO SEMPRE PROSTITUTE AGLI ANGOLI DELLE STRADE
           CONCHIGLIE PERDUTE SUI GRETI STELLARI
           DELLA SERA AZZURRA CHE NON E' DI QUI NE' DELLA TERRA
           DOVE PROCEDONO VETTURE DALLE ELITRE TRAVOLGENTI.

            E PROCEDONO MENO CHE NELLA MIA TESTA CONFUSA
            LA PIETRA VERDE DELL'ASSENZIO IN FONDO AL BICCHIERE
            DOVE BEVO LA PERDIZIONE E I TUONI CHE PROVENGONO
            DAL CIELO PER CALCINARE LA MIA ANIMA NUDA

            AH, CHE GIRINO TUTTI I FUSI MESCOLATI DELLE STRADE
            E FILINO L'INTRECCIO DI UOMINI E DONNE.
            COME UN RAGNO CHE TESSE LA SUA TRAMA
            CON I FILAMENTI DELLE ANIME CONOSCIUTE

                                                                                           ANTONIN ARTAUD